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Ischia di Castro - I tesori archeologici esposti descritti in due volumi

Presentato il nuovo catalogo del museo civico

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Salvatore Serra, sindaco di Ischia di Castro

Salvatore Serra, sindaco di Ischia di Castro

– Nel salone centrale della recentemente ristrutturata Rocca farnese di Ischia di Castro si è tenuto il convegno di presentazione del nuovo catalogo del museo civico Pietro e Turiddu Lotti.

Si sono dati convegno più di cento studiosi, esperti, insegnanti, ricercatori, donne e uomini di cultura che hanno unanimemente apprezzato la nuova opera editoriale composta da due volumi: il primo presenta i reperti dal paleolitico all’epoca romana, il secondo volume è dedicato al Medioevo e al Rinascimento.

Più di 200 pagine divise che descrivono i reperti, contestualizzandoli attraverso ampie introduzioni storiche e illustrandoli con testi altamente descrittivi sempre accompagnati da fotografie, disegni e carte topografiche.

Il sindaco Salvatore Serra ha invocato la collaborazione degli operatori culturali, delle istituzioni e delle realtà commerciali per continuare l’opera di promozione e diffusione della storia.

Gli interventi degli studiosi hanno sottolineato l’importanza del territorio di Ischia di Castro per le sue ricchezze storiche e archeologiche, che esprimono la qualità delle maestranze, degli artigiani e degli artisti che nelle varie epoche hanno vissuto e lavorato n questo territorio, dal quale hanno intessuto una fitta rete di scambi e di contatti con alttre culture e con altre popolazioni italiche.

Particolarmente importante l’affermazione fatta pubblicamente da uno dei convenuti, durante il suo intervento dallo scranno degli oratori, riguardo la notizia della conoscenza dell’attuale ubicazione di sei affreschi mancanti, trafugati nella metà degli anni Sessanta.

Avere notizia del fatto che questi affreschi sono ancora esistenti, pur se fuori del territorio italiano, non sono andati distrutti e se ne conosce ancche l’ubicazione può permettere l’avvio delle procedure per la loro ricerca ufficiale e la definitiva riappropriazione da parte del museo ischiano, attraverso le opportune denunce alle autorità giudiziarie, non dimenticando che si tratta di reperti che furono trafugati, e che quindi chi li detiene impropriamente commette un reato sanzionato dai codici penali internazionali.


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15 aprile, 2012

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