![]() Rino Orsolini |
Riceviamo e pubblichiamo – Un forte, disperato grido di allarme per scongiurare altri suicidi per motivi legati alla crisi economica; e, nel contempo, una ferma e convinta presa di posizione sulla necessità di fare presto, di decidere, per dare concreti segnali di rilancio dell’economia e dell’occupazione.
Possiamo sintetizzare così il senso della manifestazione unitaria che – insieme a tutti gli attori socio-economici del territorio – ci accingiamo a vivere mercoledì sera a Roma.
Pur con tutte le difficoltà di capire le ragioni profonde di gesti così disperati, le cifre restano perentorie e parlano di un fenomeno in triste e costante ascesa.
Un fenomeno doloroso ed allarmante, frutto dello stato di totale insicurezza economica, che molti piccoli e medi imprenditori vivono ogni giorno sulla propria pelle.
Alcuni di loro finiscono col sentirsi soli ed isolati, avvertono il venir meno della fiducia e della voglia di reagire e andare avanti, e si arrendono alla disperazione sotto il peso dei debiti, delle cartelle esattoriali, dei conti correnti in rosso, della mancanza del sostegno bancario e, troppo spesso, della impossibilità di riscuotere i propri crediti.
Oggi la media dei tempi di pagamento da parte della pubblica amministrazione è di centottanta giorni; e non va meglio per quelli tra privati.
Per non parlare dell’esasperazione per la pressione burocratica, che finisce col tradursi nella perdita di occasioni di lavoro. Un esempio, tra i tanti evidenziati dalle nostre aziende associate, è il rilascio del Durc, strumento indispensabile per la partecipazione a gare di appalto, che non può avere tempi di attesa di oltre venti giorni.
La piccola e media impresa sta pagando un tributo enorme a questa crisi che non risparmia nessuno.
E’ giunto il momento che la politica dia un segnale forte di incoraggiamento; che il mondo del credito cessi di essere troppo distante dalle nostre imprese e dalle famiglie, venendo incontro ai bisogni di liquidità.
Occorre ristabilire le condizioni affinché un ritrovato potere d’acquisto delle famiglie, si traduca in una ripresa dei consumi e quindi della domanda per le nostre aziende.
Auspichiamo, altresì, che l’impatto fiscale dell’Imu sulle imprese e sui cittadini sia da considerarsi una tantum e comunque sia data a tutti la possibilità di una adeguata dilazione del pagamento.
Per tutte queste ragioni confidiamo in una massiccia adesione di tutti gli attori socio economici della Tuscia alla iniziativa congiunta di mercoledì sera.
Rino Orsolini
Presidente di Federlazio
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