Riceviamo e pubblichiamo – Il primo maggio nasce come momento di lotta internazionale di tutti i lavoratori, senza barriere geografiche, né tanto meno sociali, per affermare i propri diritti, per raggiungere obiettivi, per migliorare la propria condizione.
“Otto ore di lavoro, otto di svago, otto per dormire” fu la parola d’ordine, coniata in Australia nel 1855, e condivisa da gran parte del movimento sindacale organizzato del primo Novecento.
Si aprì così la strada a rivendicazioni generali e alla ricerca di un giorno, il primo Maggio, appunto, in cui tutti i lavoratori potessero incontrarsi per esercitare una forma di lotta e per affermare la propria autonomia e indipendenza.
Come partito della rifondazione comunista crediamo sia non solo importante ma necessario rilanciare in maniera sentita la cultura del lavoro e dei valori in esso contenuti. Festeggiare la data del primo maggio significa porre l’accento sui diritti dei lavoratori, significa sottolineare il diritto di tutti i cittadini di accedere al mondo del lavoro come sancito dalla Costituzione italiana, significa riconoscere e rilanciare i valori democratici della stessa.
I lavoratori diventano quindi il simbolo di un valore imprescindibile che le forze conservatrici tentano invece da anni di demolire. E’ chiaro il disegno e la volontà di sostituire il lavoro con il profitto, regolato attraverso l’indirizzo di un mercato condizionato e finalizzato a tale scopo.
L’Italia è un Paese malato. I ricchi sempre più ricchi, i poveri sempre più poveri e i precari sempre più precari. Il governo Monti, in piena continuità con quanto fatto dal Governo Berlusconi, attacca ogni giorno i lavoratori facendo solo gli interessi di Confindustria e dei poteri forti.
Ci dicono che non ci sono i soldi per la scuola pubblica, per le università, per la ricerca, per lo sviluppo, per i giovani ma trovano i miliardi per acquistare gli F35 per le loro guerre che seminano morte e distruzione. Invece di fare una patrimoniale sulle grandi ricchezze e di far pagare l’Ici sulle proprietà del Vaticano, strozzano le famiglie con l’Imu sulla casa e tentano di demolire i diritti dei lavoratori cancellando l’articolo 18.
Anche per questo oggi celebriamo con forza e orgoglio la festa dei lavoratori. Buon primo maggio a tutti/e i lavoratori e lavoratrici.
La segreteria del partito della rifondazione comunista
Federazione di Viterbo
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