![]() Daniela Bizzarri |
Riceviamo e pubblichiamo – Non si può ancora rimanere nel silenzio, dopo gli ultimi episodi di tentato suicidio, o decesso dei due giovani di Montefiascone e Gallese. Occorre dire basta.
Il suicidio degli adolescenti e la loro morte provocano sempre grande sgomento tra gli adulti: l’adolescenza simboleggia la giovinezza, la bellezza e quindi la vita. Nessuno si aspetta che un simile gesto possa essere compiuto proprio in quel momento che dovrebbe essere caratterizzato dalla spensieratezza.
Lo stereotipo dell’adolescente felice, in realtà è ormai sorpassato. Ora tutti sanno che l’adolescenza è una delle fasi evolutive più difficili da vivere, con molti compiti evolutivi da affrontare, ma purtroppo molti adulti hanno dimenticato il travaglio interiore di questi anni.
Il fenomeno della depressione, e in particolare della depressione giovanile che caratterizza i nostri tempi, affonda le radici nella sofferenza e inadeguatezza umana, rispetto a modelli di vita artificiali ed estranianti che si sono imposti nei contesti sociali contemporanei.
La famiglia, la scuola, la società devono farsi carico del futuro dei propri giovani, dei nostri figli, e non solo limitandosi a dare indicazioni, a prevenire, a contenere, a curare, intervenendo dall’esterno sulla comunità dei giovani, come se la famiglia, scuola e società non fossero esse stesse parti integranti di quei fenomeni che tentano di arginare, come se non fosse assolutamente in discussione la loro posizione e il loro agire.
E’ necessario riconoscere che dietro ogni più piccolo fenomeno agiscono forze e variabili che non possiamo controllare o piegare a nostra volontà, ma che possiamo incontrare e riconoscere, osservandolo, ascoltandolo, dialogando, entrando di fatto all’interno di questo fenomeno.
Da diversi studi è emerso che la depressione colpisce persone d’ogni età, sesso,nazionalità ceti e stile di vita. Molti giovani presentano il primo episodio di depressione proprio durante l’adolescenza, ma pochi la riconoscono.
Ritengo, con molta modestia, che a partire dal basso, fino ad arrivare agli alti poteri dello Stato, tutti, trasversalmente ci dobbiamo unire e passare dalle parole ai fatti.
I giovani non sono un problema, il problema è essere giovani oggi, nella nostra società affannata dagli impegni, assordata dal rumore e ipnotizzata dalla tv. E a loro, ai giovani, non resta che immergersi negli oceani della rete alla ricerca di altri naufraghi, sempre più numerosi ma, purtroppo, sempre più virtuali.
Sono proprio loro il nostro futuro, un futuro che è notorio, appare buio e privo di speranze, ma come hanno fatto i nostri genitori, occorre cercare nel limite delle possibilità di pianificarlo e dare il nostro aiuto.
L’unica cosa che mi sta a cuore e mi auguro di trovare sostegno in altri soggetti, è quello di garantire loro almeno un’adolescenza spensierata che potranno raccontare ai loro figli.
Daniela Bizzarri
Segreteria provinciale Partito Democratico e responsabile politiche sociali
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