– “Con la Destra solo posti in piedi”.
E’ lo stesso Francesco Storace a immaginare il titolo dei quotidiani a commento dell’assemblea alla sala provinciale per la costituente del partito. Tutto esaurito. Più di duecento persone, molti militanti della formazione politica guidata nella Tuscia da Andrea Scaramuccia, ma anche diversi ospiti in zona Pdl.
Il presidente della Provincia Marcello Meroi che apre con qualcosa in più di un semplice saluto: “Occorre guardare con interesse – dice Meroi – al vostro progetto”. Quindi Giancarlo Gabbianelli, Antonio Fracassini, Claudio Ubertini, Enrico Maria Contardo, Mario Soggiu. La lista è lunga.
A tutti se provi a chiedere se sarà il prossimo a passare a Destra, la risposta è netta: no. Con un solo distinguo, Gabbianelli: “Passare? Io sono già passato”. (Politicamente ndr).Una battuta, ma il senso non cambia. C’è solo un interesse, forse un po’ di nostalgia. Ricordi, in futuro chissà.
Chi il salto lo ha fatto è Maurizio Federici. E’ tornato a casa, insieme al suo collega in Comune Turchetti, diventato capogruppo della Destra. Altri arriveranno, Andrea Scaramuccia, segretario provinciale della Destra, ne è convinto.
Perché: “Il Comune – ricorda Scaramuccia – non ha più la spinta propulsiva di fine anni Novanta e inizia 2000, la passione è finita”. Ovvero: Gabbianelli (sindaco allora) batte Marini per manifesta superiorità. Politica.
“A Viterbo – continua Scaramuccia – ci auguriamo che il Pdl superi le sue difficoltà, ma in caso contrario siamo pronti ad andare da soli, certi di fare un grande risultato”.
Tocca a Storace allargare l’orizzonte e lo fa spesso avendo come interlocutori Gabbianelli e Meroi cui si rivolge a più riprese. (Sottile corteggiamento?).
Promette di non parlare di Fini, ma è più forte di lui. “Festeggia con altri trent’anni in Parlamento – spiega Storace – e ha combinato molto poco. Questi non hanno il problema del vitalizio, perché ci vogliono restare a vita”.
Quindi la legge elettorale, la battaglia in Regione per togliere le indennità almeno a presidenti e vice presidenti delle quattro commissioni speciali.
“A chi guadagna diecimila euro al mese – sostiene Storace – abbiamo proposto di togliere mille euro. Apriti cielo, proposta bocciata. Ma noi torneremo alla carica. In tempi di crisi chiediamo per tre anni che non si possa ricevere compensi superiori a cinquemila euro”.
Altro provvedimento che renderà particolarmente simpatica la Destra in consiglio regionale. Quindi indica ai suoi dove andare a cercare i voti. Non togliendoli al Pdl, ma tra quel 50% d’indecisi e che si sono allontanati dalla politica.
Quindi il no all’Europa così com’è oggi e al premier Monti, che chiama Bin loden (riferendosi al capo che indossa sempre): “Il terrorista finanziario”.
E il lavoro della Destra in Regione: il mutuo sociale. Per finire, un evergreen: le case (e gli asili nido) prima agli italiani.
“Riconoscere un punto in più a chi ha la cittadinanza, perché il meccanismo attuale alimenta il razzismo se gli stranieri arrivano sempre prima”.
Giuseppe Ferlicca
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