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Regione Lazio - Parroncini e Montino (Pd) chiedono alla Tuscia di mobilitarsi contro i tagli alle politiche sociali

Tempi bui per i più deboli

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Giuseppe Parroncini e Esterino Montino

Giuseppe Parroncini e Esterino Montino

Esterino Montino

Ugo Sposetti e il sindaco Bambini

Gianluca Angelelli

– Con la proposta di legge regionale sui servizi sociali, assistenza a rischio e tempi bui per i più deboli.

Tagli indiscriminati, è la scure della Polverini che prevede una pesante cura dimagrante in un settore tanto delicato. Il numero degli assistenti sociali nei Comuni, tanto per dirne una. Dovranno essere uno ogni diecimila abitanti (oggi sono uno ogni tremila – cinquemila abitanti).

Pochi, ma almeno avranno buone possibilità di vincere un gran premio di Formula 1, visto che nelle realtà più piccole dovranno correre da un comune all’altro in gran velocità.

E’ solo un esempio di una proposta di legge cui il Partito democratico ha dichiarato guerra. Con mille emendamenti, ma non solo. Ieri alle Terme dei Papi, Giuseppe Parroncini, consigliere regionale del partito, con il collega Enzo Foschi e il capogruppo Esterino Montino hanno chiesto che sia l’intero territorio a dire no.

Partendo dai Comuni, chiamati ad approvare una mozione contraria alla norma in discussione dal nove maggio.

“Dopo la sanità – spiega Parroncini – tocca al sociale. I distretti dovrebbero passare da 55 a 12. Come per la macroarea nella sanità, con Viterbo che si è trovata insieme a Rieti, una parte di Roma e la Asl di Civitavecchia.

In una zona così vasta, la media dei posti letto è di 3,5, ma poco importa se a Viterbo cala a 2 e Roma ne ha cinque. L’intento politico è indebolire i territori”.

Anche sul sociale si accentra. “Distruggendo la programmazione – sostiene Parroncini – si indeboliscono i Comuni, gli unici che ben conoscono le esigenze dei cittadini, standoci a contatto”. La Regione ha già chiuso gli ospedali periferici e portato al collasso Belcolle. Letti nei corridoi, file interminabili al pronto soccorso.

A Ortopedia l’altro ieri era rimasto un solo medico. Gli altri stavano partecipando a un concorso e fanno bene, perché col blocco della assunzioni, arrivati a scadenza non saranno riconfermati”.

Si taglia, ma si finisce per spendere di più. “I pazienti si spostano nelle regioni limitrofe”. E il Lazio paga.

Abbiamo perso quest’anno trenta milioni per la mobilità – incalza Esterino Montino – se Acquapendente chiude, gli abitanti in zona fanno prima ad andare a Orvieto. Così lo Stato fa i conti e toglie soldi alla nostra Regione”.

Mentre sul sociale: “La Polverini – sottolinea Montino – ha già ridotto le spese per il settore nel bilancio 2012 da 495 milioni a 304. Il centrodestra pensa che il cittadino debba fare da se. Se sta male ci pensa da solo o la sua famiglia.

Dobbiamo opporci alla legge in discussione dal nove maggio. Abbiamo preparato mille emendamenti, con quelli di altri partiti si arriverà a duemila. Ma vogliamo che siano i sindaci a dire di no, anche quelli del centrodestra, per questo la mozione va approvata nei consigli comunali.

Noi faremo di tutto per non farla passare”.

Molti i sindaci presenti, a palare anche il segretario provinciale Pd Andrea Egidi che propone a fine estate un’iniziativa per l’alta Tuscia, da organizzare anche con il partito regionale, per mettere in evidenza le criticità del territorio.

Per il sindaco di Canepina Maurizio Palozzi la legge non va nemmeno discussa. Perché già le amministrazioni sono alla canna del gas, figurarsi dopo l’approvazione. “Sapete quanto ha il mio Comune per l’impatto sulla povertà? 1100 euro l’anno”.

Pochino. Ai sindaci rimane poco da fare.

“Restituiamo le nostre deleghe – gli fa eco il collega di Vejano Rino Donati – tanto che ci stiamo a fare se non possiamo fare niente per i cittadini che amministriamo?”.

Mentre Gianluca Angelelli, primo cittadino di Civita Castellana è pronto a far approvare dal consiglio la mozione.

Giuseppe Ferlicca


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28 aprile, 2012

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