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Operazione Slk - Il titolare e i due dipendenti a capo della banda accusati di spaccio e associazione a delinquere finalizzata alla truffa

Un autosalone trasformato in centrale della droga

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I tredici arrestati

I tredici arrestati

La droga e i soldi sequestrati

La droga e i soldi sequestrati

Una delle auto sequestrate

Una delle auto sequestrate

L'autosalone al centro dell'indagine

L'autosalone al centro dell'indagine

Il maggiore Guglielmo Trombetta, a capo della compagnia carabinieri di Ronciglione

Il maggiore Guglielmo Trombetta, a capo della compagnia carabinieri di Ronciglione

Il capitano dei carabinieri della compagnia di Viterbo Raffaele Gesmundo

Il capitano dei carabinieri della compagnia di Viterbo Raffaele Gesmundo

La conferenza stampa per illustrare i dettagli dell'operazione

La conferenza stampa per illustrare i dettagli dell'operazione

(s.m.) – Vendevano auto senza mai consegnarle ai clienti, che perdevano sia le macchine che i soldi.

Funzionava così il raggiro messo in piedi dal titolare e da due dipendenti di un autosalone di Monterosi, arrestati alle prime luci dell’alba dai carabinieri di Viterbo e Ronciglione.

Devono rispondere di associazione a delinquere finalizzata alla truffa. Ma non solo (fotocronaca * video).

Sui tre, in concorso con altre dieci persone, pende anche l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di droga. Cocaina, in particolare, venduta direttamente nell’autosalone. Era questa, per gli investigatori, la centrale dello spaccio. “La droga arrivava nella concessionaria per poi essere divisa in dosi e, infine, spacciata per lo più tra Canepina, Soriano nel Cimino e Vignanello – spiega il capitano dei carabinieri di Viterbo Raffaele Gesmundo -. Il nascondiglio preferito dai tre era la cuccia del cane, tenuto nel cortile dell’autosalone. Animale tra l’altro molto aggressivo, cui nessun estraneo aveva il coraggio di avvicinarsi“.

L’indagine è partita nel novembre 2010, dopo l’arresto di un 30enne di Canepina fermato con 12 grammi di cocaina. Da lì in poi, i carabinieri hanno ricostruito l’intero organigramma della banda, arrestando altre nove persone nei mesi successivi, per poi risalire ai vertici e, quindi, ai tre dell’autosalone.

Nelle intercettazioni la cocaina veniva chiamata “Slk”, come la marca di alcune auto vendute dalla concessionaria di Monterosi. Da qui, il nome del blitz che, da stamattina all’alba, ha coinvolto oltre 250 carabinieri, per un totale di cinquanta perquisizioni e mezzo chilo di cocaina sequestrata.

13 le ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip del tribunale di Viterbo. Tre sono ai domiciliari, gli altri dieci in carcere. Le manette sono scattate per il titolare e i due dipendenti dell’autosalone, ma anche per i presunti fornitori dello stupefacente, tre albanesi tutti residenti in provincia di Roma, rintracciati alle 4 del mattino in una sala da biliardo della Capitale.

Un 21enne di Canepina è stato poi arrestato in flagranza di reato perché in possesso di 115 grammi di hashish. Complessivamente, quindi, le persone finite in carcere o ai domiciliari nella sola giornata di oggi sono 14, cui si aggiungono altri sette indagati a piede libero. Per un totale di 24 persone arrestate dall’inizio delle indagini.

Più articolato il filone della truffa. Agli ignari clienti, il trio dell’autosalone proponeva auto di lusso a prezzi stracciati, che poi, però, sparivano, insieme alle caparre versate. “Dopo aver intascato anticipi non inferiori ai 10mila euro, l’auto veniva immatricolata e venduta ad altri – spiega il maggiore dei carabinieri di Ronciglione Guglielmo Trombetta -. Oppure, le macchine venivano esportate all’estero, falsificando i certificati di proprietà, con la complicità di due agenzie di pratiche auto. In ogni caso le vetture svanivano nel nulla. La stessa macchina è risultata venduta anche a tre o quattro persone diverse. Per la mancata consegna, il trio accampava scuse come problemi tecnici o revisioni in corso, contando sul fatto che la maggior parte dei clienti non denunciava, sperando di recuperare i soldi. Con i più insistenti, si passava, invece, direttamente alle minacce”.

Un sistema che, secondo i militari, ha messo in ginocchio diverse famiglie della provincia, sedotte dalla possibilità di avere auto di lusso a basso costo. Nove quelle sequestrate dai carabinieri, tra cui Limousine, Maserati, Jaguar e Touareg.

Almeno una trentina le persone raggirate, ma i militari non escludono che il numero possa aumentare. Il giro d’affari supera i 450mila euro.


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23 aprile, 2012

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  1. Blitz "Slk", sequestrato mezzo chilo di cocaina

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