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Pasqua - La tradizione torna nella Città dei Papi dopo quasi cinquant'anni - A Bagnaia si ripete un rituale centenaria

Una grande folla per le processioni del venerdì santo

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La processione del Cristo morto a Viterbo

La processione del Cristo morto a Viterbo

La processione del Cristo morto a Viterbo
La processione del Cristo morto a Viterbo
La processione del Cristo morto a Viterbo

La processione del Cristo morto a Bagnaia

La processione del Cristo morto a Bagnaia

La processione del Cristo morto a Bagnaia
La processione del Cristo morto a Bagnaia

Una tradizione che si ripete identica da secoli e un’altra che torna eccezionalmente dopo quasi cinquant’anni.

La storia che hanno da raccontare, però, è stessa: la Passione di Cristo (fotogallery: BagnaiaViterbo).

A Bagnaia è ormai una consuetudine assodata. Per i viterbesi invece è stata una bella novità che, dietro impulso del nuovo vescovo Lino Fumagalli, ha fatto confluire una folla di gente in piazza San Lorenzo, all’ombra del duomo e del palazzo papale.

Quando abbiamo deciso di organizzarla – ha detto incredulo monsignor Fumagalli – ci chiedevamo se ci fosse stata abbastanza gente. E invece eccoci qua in una piazza stracolma di persone. Auguro una Pasqua serena, a voi e a tutti i vostri cari, con un pensiero alla riflessione e al ricordo del miracolo della Passione e Resurrezione di Cristo che oggi, a nostro modo, facciamo rivivere qui in mezzo a noi”.

Così tanti viterbesi, spinti dalla fede o dalla semplice curiosità, che non riuscivano ad entrare tutti nel duomo come era stato invece previsto inizialmente. Il vescovo li ha quindi salutati all’aperto, subito dopo la raffigurazione della Crocifissione, messa in scena dai fedeli della parrocchia di Villanova.

Prima una breve processione per le vie del centro di Viterbo. Da chiesa di Santa Maria Nuova, passando per  via Cardinal La Fontaine, piazza del Comune e, infine, piazza San Lorenzo.

Più ricca, invece, almeno dal punto di vista dei figuranti, quella di Bagnaia. Quattrocento tra uomini, donne e bambini, una decina di cavalli e cento fiaccole accese.

Tutti i costumi storici, perfettamente adattati all’epoca, hanno fatto ripiombare il paese in un’epoca ormai perduta, tra i grandi protagonisti della Passione di Cristo: Giuda, Pilato, la Madonna, le tre Grazie e Gesù, con le mani e i piedi insanguinati, stanco e dolorante sotto il peso della croce che con passo lento, ma deciso, va dritto per la sua strada, nelle mani dei suoi giustizieri.

La scena finale è da brividi. Tuoni e fulmini squarciano il silenzio e le tre croci, con Gesù al centro e i due ladroni ai lati, vengono issati sulla folla coperti solo di un panno. Poi di nuovo il silenzio e, infine, un caloroso e profondo applauso.


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7 aprile, 2012

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