Riceviamo e pubblichiamo – Come operatori culturali (registi, attori, associazione, compagnie) e come cittadini, ci siamo sentiti profondamente toccati dalla chiusura del cinema Trieste, un luogo che ha contribuito alla nostra formazione e crescita.
Insieme alla chiusura del cinema Trieste, sono numerosi gli spazi e gli eventi culturali costretti a chiudere o a limitare il proprio lavoro in tutta Italia: alcuni sono costretti da affitti e spese sempre più alti; altri da finanziamenti che diminuiscono di stagione in stagione.
C’è chi ha rimasto chiuso per qualche giorno, come il Teatro dell’Orologio, oppure chi addirittura è stato messo nelle condizioni di non riaprire, come nel caso del Kollatino Underground.
Molti teatri della capitale versano in gravi condizioni: già da tempo il Teatro Valle è occupato da artisti e personale dello spettacolo, mentre un altro storico luogo culturale romano, l’Ex Cinema Palazzo a San Lorenzo, ha rischiato seriamente di essere trasformato in casinò.
Inoltre, il circuito teatrale ha visto nel 2010 la soppressione dell’Eti, l’ente pubblico nazionale di promozione del teatro e della danza e le quali funzioni, che fino ad allora erano state esercitate dallâente, sono passate nelle mani del Ministero dei Beni Culturali.
Che la maggior parte dei festival siano schiavi di contributi pubblici questo purtroppo è un dato di fatto, anche le città più virtuose sono vittime dal patto di stabilità e fanno sempre più fatica a mandare avanti anche festival importanti, vedi Primavera dei Teatri in Calabria (uno delle rassegne più importanti della scena contemporanea) arrivato alla sua 12 edizione.
Per ultima in limite di tempo, arriva la comunicazione della scelta della Compagnia Fortebraccio Teatro di lasciare la gestione del Teatro San Martino di Bologna.
Questi esempi sono solo alcune delle centinaia di spaccature in un sistema sempre più pericolante.
Noi come operatori culturali manifestiamo a lutto, da Viterbo come da Berlino o da New York, per la chiusura di ogni spazio teatrale e culturale in Italia e a maggior ragione per la chiusura di un luogo storico nella città in cui abbiamo scelto di vivere e lavorare.
Così in egual modo da ogni parte del mondo festeggiamo l’apertura di un nuovo teatro, vedi Montalto di Castro.
La Compagnia Tetraedro di Viterbo, da anni si occupa di promuovere la cultura, organizzando importanti rassegne e festival di teatro e di tenere alto il nome della città in cui lavora, attraverso i propri spettacoli, in numerosi ed importanti contesti sia in Italia che all’estero.
Partecipando a una manifestazione pubblica, in cui erano presenti moltissimi operatori culturali di Viterbo, associazioni, polifoniche ecc. la Compagnia Tetraedro, ad alta voce, ha espresso il proprio dispiacere per la chiusura di uno spazio dedicato alla cultura, auspicando l’apertura di molti altri.
Il pensare è uno dei massimi piaceri concessi al genere umano. Tutte le arti contribuiscono all’arte più grande: quella di vivere. (B. Brecht)
Ci teniamo a precisare che la partecipazione alla manifestazione e il nostro dispiacere espresso pubblicamente non tende a minimizzare e riconoscere l’impegno dell’assessore alla Cultura Contardo, dell’amministrazione comunale, nel sostenere le nostre attività , mettendo a disposizione uno spazio pubblico, la sala Gatti, per eventi come: la rassegna del Teatro dei Bambini e la Festa degli Incontri.
Compagnia Tetraedro
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