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Agricoltura - L'intervento di Angelo Bini presidente CoopCast

Cinipide, no ai fitofarmaci

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Riceviamo e pubblichiamo – I Monti Cimini stanno pagando amaramente miopie ed errori politici e amministrativi sui quali non si registrano ancora ravvedimenti operosi in linea con la tragica decadenza politica nazionale ed europea.

Boschi, ruscelli, laghi e falde acquifere, aria, l’intero nostro ambiente sono inquinati.

Con l’infestazione da Cinipide del Castagno si è scatenata una corsa sfrenata alla vanità da parte degli autori della tragedia ambientale, politica, sociale ed economica.

Associazioni e Cooperative dei produttori hanno lottato anni per far passare il concetto e la pratica della lotta biologica e stanno lottando per l’affermazione del concetto e della pratica dell’agricoltura biologica soprattutto nelle nostre coltivazioni arboree: nocciolo e castagno.

I produttori stessi sono passati ai fatti sostenendo la intuizione e la ricerca sullo Gnomoniopsis, fungo che attacca in natura le galle del Cinipide del castagno, da parte di Ferruccio Romano Schiavella, finanziando loro stessi una massiccia e non simbolica lotta biologica al Cinipide del Castagno dopo aver contribuito alla ricerca scientifica, la più qualificata, facendo da traino anche alle tardive, minime e asfittiche iniziative degli enti locali, salvo qualche lodevole eccezione.

E stanno già programmando anche massicce immissioni di Torymus Sinensis per il 2013 in collaborazione con il Dipartimento di Valorizzazione e Protezione delle Risorse Agroforestali – Divapra (Università di Torino), del quale la CoopCast è sostenitrice per la ricerca scientifica, ed il Centro Studi e Documentazione sul Castagno di Marradi del quale la CoopCast è componente.

La CoopCast ha proposto già da anni, in tale logica, il riconoscimento da parte dell’Unesco dei Castagneti secolari dei Monti Cimini come Patrimonio dell’Umanità e la istituzione del Parco Naturale dei Monti Cimini ma, come ormai è tradizione, gli enti pubblici non recepiscono, non sanno cogliere il valore delle scelte strategiche necessarie ai tempi ed alle circostanze, non sanno leggere, come avviene anche a livello nazionale, la storia.

Però il tempo del ravvedimento operoso non scade mai e sempre i nostri poteri pubblici possono sostenere la scelta dell’Unesco, del Parco, dell’agricoltura biologica integrale non solo per i castagneti ma anche per i noccioleti che, unica, può riportare un po’ di equilibrio nel nostro ambiente tanto malridotto.

Occorre infatti prendere coscienza che le altre infestazioni che assillano castagneti e noccioleti non possono essere sconfitte con l’uso dei fitofarmaci ma con una diversa utilizzazione dei mezzi meccanici, per rispettare il sottobosco, e con la salvaguardia ed il ripopolamento dell’avifauna.

Occorre promuovere campagne per la presa di coscienza e la definizione di manuali e regolamenti di coltivazione.

Il professor Alberto Alma nell’ultimo appuntamento al Centro studi e documentazione sul castagno, fondato e diretto a Marradi dal professor Elvio Bellini, ha gettato le basi, dopo l’importante risultato degli studi sul Torymus Sinensis, per studiare con un approccio nuovo, le tematiche delle infestazioni da Cidie, Balanino ed altri infestanti che possono estendersi anche agli insetti del nocciolo.

In parallelo con il dottor Anselmo Montermini che dopo essere il primo, dopo il professor Alberto Alma, ad aver riprodotto il Torymus Sinensis ha iniziato a studiare la funzione dei Nematodi ed altri microorganismi presenti nel sottobosco, con il sostegno della Regione Emilia-Romagna ed in collaborazione con qualificate biofabbriche.

Segnaliamo inoltre che la regione Toscana e la regione Campania hanno approvato sostegni economici a favore dei castanicoltori colpiti dal Cinipide del Castagno.

Speriamo che i nostri enti non arrivino ultimi ed in forte ritardo anche per questi appuntamenti.

Angelo Bini
Presidente CoopCast


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10 maggio, 2012

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