![]() Angelo Pieri e Luigia Melaragni |
– Le imprese laziali sono state per giorni con il fiato sospeso, perché, nella prima versione del decreto del governo sullo smobilizzo dei crediti vantati nei confronti della pubblica amministrazione, risultavano tagliate fuori dai benefici, essendo la Regione Lazio commissariata per il debito della sanità.
Ieri, finalmente, l’annuncio del viceministro dell’Economia, Vittorio Grilli, a Montecitorio: gli interventi previsti sono estesi alle Regioni soggette al piano di rientro dal deficit.
“E’ un risultato concreto per le nostre piccole e medie imprese”, commentano Angelo Pieri e Luigia Melaragni, rispettivamente presidente e segretaria della Cna associazione provinciale di Viterbo.
“Nei giorni scorsi, la Cna del Lazio aveva scritto alla presidente della Regione affinché si attivasse per scongiurare una clamorosa disparità di trattamento tra imprenditori con attività in regioni diverse e la Cna nazionale aveva rivolto un appello al governo e alle Regioni, invitandoli a un atto di responsabilità. Registriamo con soddisfazione – affermano – che le nostre richieste sono state accolte”.
Anche le imprese del Lazio potranno dunque ottenere le certificazioni dei crediti e, grazie a queste, agire per il recupero, accedendo alle anticipazioni bancarie assistite dalla garanzia (fino al 70 per cento) del Fondo centrale di garanzia.
Tra le novità di ieri, la riduzione da 60 a 30 giorni dei tempi di rilascio delle certificazioni da parte delle amministrazioni debitrici.
“L’esclusione del Lazio da questa importante partita per lo sblocco dei crediti sarebbe stata una penalizzazione inaccettabile, come è stato evidenziato anche sabato scorso da tutti i partecipanti al Road Show dell’Abi – dice Pieri -. Tanto più che operiamo in una regione dove la mancanza di liquidità dovuta proprio ai ritardi mostruosi dei pagamenti, soprattutto da parte della Regione, sta soffocando migliaia di fornitrici”.
“Si lavori per rendere subito operative le misure sblocca – pagamenti e ci si muova per l’applicazione della direttiva europea sui tempi di pagamento”, concludono il presidente e la segretaria della Cna.
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