Riceviamo e pubblichiamo – Contrasto alla contraffazione del Made in Italy.
In un momento di grave crisi economico-sociale il nostro Paese è alla ricerca di azioni e risorse per il rilancio dell’economia e della crescita occupazionale per la salvaguardia del Made in Italy, in particolare quello agroalimentare universalmente riconosciuto, come una straordinaria leva competitiva e di sviluppo del Paese intero.
L’agroalimentare rappresenta oltre il 16% del Pil nazionale.
L’Italia è il Paese dei primati nel settore agroalimentare, produzione ed esportazione del vino nel mondo, per la qualità, per il mercato biologico, per la sicurezza alimentare e per le varie multifunzionalità imprenditoriali.
Occorre valorizzare il Made in Italy agroalimentare contro i reali rischi dell’invasione di prodotti contraffatti e della concorrenza sleale ormai sotto gli occhi di tutti.
Dobbiamo sostenere anzi rafforzare l’attuale crescita calcolata in circa 28 miliardi di euro con un trend del 13% soprattutto in questo momento di crisi globale.
Noi ci opponiamo con forza, ai prodotti che traggono in inganno sulla reale provenienza geografica di produzione e tipo di coltivazione estera.
Le diverse anime associazioniste di categoria hanno fortemente espresso in un documento unitario la richiesta di attuare politiche incisive volte alla promozione e difesa del Made in Italy di qualità quale leva competitiva del Paese, in grado di valorizzare il lavoro, il capitale e il territorio italiano, sfruttando il potenziale di penetrazione commerciale all’estero delle imprese italiane.
Con la legge numero 4 del 2011, anche se con scarso successo, si è cercato di contrastare lo slancio nel mercato dei prodotti sprovvisti di etichetta di origine, tipologia dei prodotti e scadenza.
Occorre ricordare che la tutela del Made in Italy dovrebbe iniziare anche dalla meno proliferazione di prodotti finanziari o concessione del credito verso aziende operanti all’estero quali “società italiana per le imprese all’estero Simest spa, controllata dal ministero dello Sviluppo Economico.
Contrasto a livello europeo e mondiale dell’Italian Saunding, produzione di prodotti imitativi italiani all’estero che non hanno nulla a che fare con la produzione del nostro territorio né di utilizzo di parte di materiale proveniente dall’Italia.
Occorre, infine, che le imprese operanti in questo settore strategico, ottengano finalmente quel giusto sostegno informativo-economico e finanziario a loro tutela e a tutela del consumatore da parte delle Istituzioni, a tutti i livelli, Italiane ed Europee.
Massimo Ricci
Presidente dei Cristiano Popolari di Nepi
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