![]() L'orchestra durante il concerto |
![]() Il maestro Stefano Vignati |
![]() Il baritono Bruno Praticò |
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![]() Il baritono Bruno Praticò |
![]() Il sindaco Giulio Marini e la moglie Emanuela Appolloni |
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![]() Il maestro Vignati, il baritono Praticò e il basso Marco Bussi |
– Trionfa la musica. Trionfa la cultura. Trionfa l’Italia (fotoracconto).
L’Italian operafestival debutta finalmente al Soka performing arts center di Aliso Viejo. Dopo due anni di attesa, ieri sera 30 maggio, la manifestazione ha aperto la tre giorni che si concluderà venerdì.
Le prime note del concerto sono state per l’inno nazionale americano. Tutti in piedi. Il pubblico c’è restato anche per il brano successivo, l’inno di Mameli. E poi per il minuto di silenzio osservato in memoria delle vittime del terremoto in Emilia che ha sconvolto l’intero paese.
Si è entrati nel vivo. L’orchestra diretta dal maestro Stefano Vignati ha iniziato a eseguire i brani di Donizetti. Alle parti suonate si sono alternati pezzi cantati dal grande baritono Bruno Praticò accompagnato dall’esilarante basso Marco Bussi.
Dagli spettatori grandi risate e anche qualche “bravi” per la coppia di cantanti che li ha letteralmente rapiti. Entrambi hanno dimostrato padronanza scenica nel duettare. Due comicità a confronto e perfettamente armonizzate.
Praticò si è fatto notare per buffe smorfie, risate ed espressioni del volto che lo hanno reso protagonista insieme all’orchestra dei giovani che attentamente lo hanno seguito nell’esecuzione.
Uno dei momenti più divertenti è stato quando, rivolgendosi al pubblico, Praticò ha detto quanto fosse faticoso percorrere il tragitto dalla porta di scena al centro della sala. “E’ un viaggio da qui a lì – ha detto provocando la risata del pubblico -. Mi fate fare i chilometri”, ha poi chiosato ironicamente.
La serata è stata un crescendo di emozioni. Applausi per l’orchestra e per i due cantanti. Così si è arrivati alla conclusione. Il pubblico in piedi con un lungo battimani ha fatto intendere di volere un bis.
Ed ecco la sorpresa. La porta di scena è rimasta per un po’ aperta. Nessuno sembrava uscire fino a quando è spuntato un Praticò con orecchie rosa da gatto sulla testa. Dall’altro lato è entrato Bussi con le stesse orecchie e un paio di occhiali che lo hanno reso ancora più comico.
Bussi si è avvicinato al centro della scena strusciandosi sul muro e graffiando con le mani una delle pareti della stanza. Il pubblico ha iniziato a ridere. Così è partito il dialogo tratto dai Due gatti di Rossini. Una conversazione a suon di “miao”.
Versi ripetuti e accompagnati da sinuosi movimenti del corpo e mani che si inarcavano in continuazione. A un certo punto un terzo attore ha preso parte alla scena. Praticò e Bussi infatti hanno iniziato a coinvolgere il maestro Vignati che con ironia si è prestato al gioco.
Praticò lo strofinava da una parte, strizzando gli occhi. Bussi dall’altra gli tirava la coda della giacca, sculettando sul fianco.
Il maestro è rimasto impassibile. “Non mi vuole”, ha esclamato un deluso Praticò. Per tutta risposta il direttore d’orchestra ha tirato fuori una scatoletta di carne e glial’ha regalata scatenando una grande risata.
Un’ovazione finale ha salutato i protagonisti sulla scena. Pian piano il maestro coi cantanti e gli orchestrali si sono allontanati chiudendo la prima serata.
Seduti tra il caloroso pubblico del performing center, c’erano tra gli altri il sindaco di Aliso Viejo Don Garcia e quello di Viterbo Giulio Marini arrivato nel pomeriggio insieme ad alcuni giornalisti di Canale 5 e Rai Uno per il debutto del festival.
La serata che è iniziata con la mostra dei costumi del teatro dell’Opera, quella dei polimaterici di Marco Zappa e la degustazione degli oli e dei vini della Tuscia offerta agli ospiti, si è conclusa con una cena alla Fouders hall adiacente al Soka performing.
“E’ stata una serata emozionante – ha commentato a caldo il maestro Vignati -. L’orchestra è stata strepitosa. Ha dato tutto quello che si poteva dare. Il risultato del concerto è stato più elevato di qualsiasi aspettativa”.
Paola Pierdomenico
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