![]() Il sindaco Giulio Marini |
![]() Alvaro Ricci |
– Imu sulla prima casa dal 2 al 4 per mille?
In consiglio comunale passa la mozione della Destra, ma niente paura, era tanto per dire, giusto per passare un martedì pomeriggio al riparo mentre fuori piove.
Perché l’idea piace e la proposta passa all’unanimità, peccato che riducendo la tassa, al Comune mancherebbero due milioni e mezzo di euro che sommati ai tagli da parte del Governo pari a cinque milioni e mezzo, farebbero di fatto alzare bandiera bianca a palazzo dei Priori.
“Abbiamo assistito a una sceneggiata pietosa – osserva Alvaro Ricci (Pd) – mera propaganda, senza il minimo supporto contabile. Se s’incassa di meno, devi recuperare altrove le risorse e la proposta sulla tassazione per le fondazioni significa che l’amministrazione non incassa generando un debito subito, con la speranza che lo Stato trasferisca soldi”. Aspetta e spera. Una proposta bella, come si dice, ma che non balla.
E’ lo stesso sindaco Giulio Marini, che conti alla mano ne prende atto. “L’Imu per la prima casa è al 4 per mille – spiega il primo cittadino – mi sarebbe piaciuto portarla al due o addirittura a zero, ma sarebbe stata un’operazione che la ragioneria non avrebbe approvato. Non c’è copertura.
E non si risolve tagliando quattro spese o quelle per gli assessori. Parliamo di due milioni e mezzo in meno dal bilancio. Ci farebbero arrivare a otto milioni di minori entrate, considerando gli altri tagli. Su un bilancio di circa 50 milioni di euro significherebbe andare a tagliare servizi, perché finora io ho tagliato anche l’intagliabile.
Così ridurremmo la tassa sulla prima casa e poi toglieremmo il pane alla gente”.
Marini in Parlamento è stato tra quelli che la tassa non ha voluto votarla.
“In Comune avevo pensato pure di ridurre quella sulla prima casa di mezzo punto, poi avremmo dovuto innalzare di un punto e mezzo quella sulla seconda”.
Non è stato un bello spettacolo in consiglio comunale. “Noi l’abbiamo votata la mozione – ricorda Ricci – poi speravamo che c’avrebbero detto come intendevano coprire le minori entrate”.
A tagliare senza trovare altri fondi si fa presto. “Meglio sarebbe stato – prosegue Ricci – come sostenevamo noi, di portare l’aliquota della prima al tre, aumentando di un punto l’altra.
Comunque chi ha una casa dove vive alla fine non avrebbe pagato molto e con le esenzioni e figli a carico si azzera pure.
Chi possiede abitazioni più grandi qualcosa avrebbe pagato, ma nulla d’irragionevole. Capisco che anche questo può apparire ingiusto, ma la nostra proposta era compatibile con gli equilibri di bilancio”.
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