![]() Le prove al Soka performing arts center |
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![]() Il maestro Vignati durante le prove |
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![]() L'assessore provinciale Bianchini alle prove |
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– La crew del Tuscia operafestival si sposta al Soka. (fotoracconto)
Sono le 9 del 29 maggio (le 18 in Italia). Tempo di un toast al volo con una tazza di caffè e per lo staff del Tuscia operafestival e i ragazzi dell’orchestra è già ora di partire dall’albergo di Aliso Viejo.
Prendendo la Aliso Viejo parkway e percorrendo per un miglio la Canion woood drive si arriva al performing arts center della Soka university che dal 30 maggio al primo giugno ospiterà il festival.
Una struttura che lascia a bocca aperta solo da fuori. Migliaia di metri quadrati a contenere oltre mille persone. Aperta la porta d’ingresso si è investiti da un intenso odore di legno.
I ragazzi si siedono al centro della sala e iniziano a suonare senza perdere tempo. C’è voglia di fare bene da parte di tutti.
Il maestro Stefano Vignati di volta in volta dà il programma dei brani. Richiama gli archi e suggerisce i fiati. Si allontana dalla sua postazione per ascoltare l’acustica.
Nel frattempo all’esterno si allestisce la mostra “Le donne di Puccini” curata da Viviana Ginebri con 23 abiti del teatro dell’opera di Roma in esposizione per tutta la durata del festival.
Non manca la Tuscia. Un gruppo di ragazze della provincia prepara la degustazione degli oli e dei vini prodotti da alcune aziende agricole del Viterbese.
E poi l’artista Marco Zappa dispone i suoi polimaterici, una quindicina di opere nate dalla fusione di materiali diversi e contenute in box di varie grandezze.
Creazioni realizzate lavorando contemporaneamente con la pittura, la scultura e la costruzione di uno spazio scenografico che resteranno esposte fino al primo giugno.
Il conto alla rovescia è iniziato. Tutti sono al lavoro.
Meno di 24 ore e per l’Italian operafestival inizia davvero la musica.
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