![]() Francesco Battistoni |
– “Le dimissioni o si danno o non si danno. Non si concordano con la presidente della Regione”.
Quelle che l’assessora regionale Angela Birindelli ha rassegnato nelle mani di Renata Polverini settimane fa (e rifiutate), lasciano qualche dubbio al consigliere Pdl Francesco Battistoni.
“Che io sia incompatibile con l’assessore è cosa risaputa – spiega Battistoni – ma quando c’è stato da fare un passo indietro per le quote rosa io l’ho fatto. E’ semplice.
Si scrive una lettera, la si protocolla e da quel momento sono efficaci. E’ quello il sistema per rassegnarle, diversamente siamo di fronte al teatrino della politica”.
La notizia l’ha svelata Giulio Marini l’altra sera incontrando i suoi nel vertice Pdl. Incontro che a Battistoni non è esattamente piaciuto e non solo perché è stato uno dei bersagli da parte di alcuni intervenuti.
“La mia idea – spiega Battistoni – è che sia stata persa un’occasione da parte di chi vorrebbe l’unità del partito. Non si organizzano riunioni di corrente consentendo d’insultare gli assenti. Una mossa scorretta.
Pure l’esordio di Marini che dice non mi candido a coordinatore perché non posso più farlo, è un tipo di comportamento che mi ha deluso. Certe cose si discutono con il partito, mettendosi a tavolino. I problemi si affrontano, invece le riunioni il Pdl a Viterbo non le fa, l’unico organo di comunicazione politica è la stampa.
Una situazione non rosea per il Pdl”.
E un’immagine non esattamente positiva della formazione politica.
“Dalla riunione dell’altra sera stiamo facendo uscire un’immagine di guerra”.
Fra tutti gli intervenuti, l’unico che abbia fatto un’analisi corretta per Battistoni è stato Candido Socciarelli.
“Al partito serviva più attenzione e linfa e un’organizzazione che non è stata fatta. Mai data importanza all’organo collegiale del coordinamento, che doveva tenere unita la formazione. Ora invece si chiede unità”.
L’incontro dei mariniani è bocciato senza appello: “Non mi pare – prosegue Battistoni – che sia uscita una proposta, solo slogan da parte di Giulio. Io la penso in modo diverso. L’unità gestionale del partito è un modello e su quello ci si confronta.
Nessuno ce l’ha con Marini, nessuno personalizza la battaglia. Noi critichiamo semmai il metodo di gestione, il non essersi mai confrontato quando avrebbe dovuto: in occasione del rimpasto, poi quando ha allargato la sua giunta a dieci. Mai riunito il partito, mai un confronto chiaro e sereno nella sede naturale”.
Il congresso a questo punto diventa essenziale. “E’ necessario che si svolga – sostiene Battistoni – io e i miei amici cercheremo di farlo celebrare. E’ un momento di confronto, in una fase in cui stiamo perdendo la strada di casa.
Se non ricominciamo a fare politica e a stare tra la gente abbiamo poche chance e corriamo il serio rischio che Viterbo diventi come Parma”. Una roccaforte espugnata da un Grillo.
Giuseppe Ferlicca
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