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Viterbo - Lettere - Daniele Roselli chiede maggiore attenzioni ai problemi della città

Ma i nostri politici vivono a Viterbo o no?

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Il comune di Viterbo

Il Comune di Viterbo

Riceviamo e pubblichiamo – In un momento storico in cui chiunque, sia esso un semplice cittadino, un politico, un governante o imprenditore piuttosto che un commerciante, parla di crisi, tasse, imposte dirette o indirette, lo scrivente vorrebbe non parlare semplicemente in terza persona come si faceva in tempi migliori al “bar dello sport” ma domandare a chi ci governa dove e come sono state utilizzate le tasse che tantissimi onesti lavoratori erogano ogni mese/semestre/anno alle casse degli enti preposti.

Il Comune di Viterbo si potrebbe salvare dal furioso ed iroso scrivente? No, giammai.

Anzi per assurdo è l’istituzione che più vorrei capisse di dover alzare bandiera bianca e dire “non siamo stati capaci”.

Non sono stati capaci di rendere una città vivibile, a misura di cittadino seppure si stia parlando di un capoluogo di appena 60mila abitanti.

La nostra città ha dovuto sopportare giorni, mesi, anni di discussioni sterili in merito al fantomatico aeroporto cittadino.

Ebbene sono il primo ad asserire che sarebbe un’opportunità straordinaria per uscire dall’anonimato e rilanciare le micro economie che compongono il Pil cittadino ma, domandiamoci seriamente se le infrastrutture quali per esempio strade e ferrovie potrebbero essere consone con l’afflusso degli utenti del nuovo scalo aereo prima di schierarci contro o a favore del progetto.

Viterbo è in condizioni di assoluto abbandono sia se parliamo di infrastrutture (1 ora e 40 minuti per percorrere la tratta Viterbo Porta Fiorentina – Roma Termini con l’oramai famoso “viterbetto”) sia in ordine alla sicurezza del cittadino (la città è balzata agli onori della cronaca ultimamente solo per le aggressioni subite in casa) che per la pulizia cittadina.

Le zone limitrofe al centro appaiono agli occhi di residente e ai (pochi a dir la verità) turisti come una piccola discarica a cielo aperto.

Il centro non è migliore anche se si inizia a parlare di raccolta differenziata e zona a traffico limitato o, udite udite, di chiusura del centro storico.

Impossibile infatti non ricordare al signor sindaco, Giulio Marini, la promessa fatta ai cittadini di istituire i varchi ztl per il centro storico.

La domanda che molti di noi si pongono infatti è la seguente: ma i politici viterbesi risiedono a Viterbo oppure no? Riescono a passeggiare con i loro figli in corso Italia, in via Cardinal la Fontaine o in via San Lorenzo senza essere investiti o quanto meno urtati dalle vetture e motocicli che vi transitano? Io e tantissimi altri non abbiamo questa possibilità e ogni volta che si vuole andare per le vie del centro è una vera tragedia.

La polizia locale, o come una volta era chiamata la “municipale”, oltre a presidiare la Santissima festa di Santa Rosa e simili è cosciente che esiste anche una Viterbo fuori dalle mura cittadine?

Al sottoscritto parrebbe di no poiché non vivendo al centro storico mai sono riuscito a vedere un posto di blocco o dei vigili nei quartieri tipo Murialdo, Pilastro, Cappuccini, Cassia etc etc.

Se volessimo o avessimo bisogno dei nostri amati vigili urbani (che paghiamo con le nostre amatissime tasse) do una dritta gratuita a tutti: andate al corso o zone circostanti lo stesso… di vigilesse a passeggio ne troverete a bizzeffe.

Sua signoria il sindaco si rende conto che la sua/nostra Viterbo non è più un’oasi felice senza delinquenza dove lasciare le chiavi sulla porta di casa o lo stereo in macchina era normalissimo e far giocare i bambini per strada o nei cortili era un vanto di cui parlare con gli abitanti della vicina Capitale?

Riesce a rendersi conto che prostituzione, spaccio e reati similari sono divenuti norma in città e in provincia?

Un semplice cittadino cosa può fare se costretto a vivere in una città allo sbando? Difendersi da solo? Impugnare una pistola e metterla sotto il cuscino per dormire tranquillamente e magari difendersi? Prendere secchiello e paletta pulendosi il proprio orticello sotto casa?

Le nostre tasse, le tasse che ognuno di noi versa nelle casse del comune, oltre agli appalti per il verde pubblico dove vanno a finire?

Signor sindaco, anziché cambiare i fiorellini alle rotonde provi a consegnarci una città pulita, senza immondizia ad ogni angolo, una città sicura dove tecnologia e agenti preposti riescano a tutelare gli abitanti dalle ondate di delinquenti che operano nel capoluogo ed in provincia, una città dove la cultura e la meritocrazia prevalgano sul clientelismo.

Faccia in modo che ogni “suo” elettore e oppositore possa tranquillamente viversi uno dei centri storici più belli e ricchi del centro Italia a discapito delle lobby che da sempre han fatto terra bruciata di questo progetto.

Signor sindaco, torni a vivere la piazza, a parlare con la gente comune, ad essere più attento alle richieste dei suoi concittadini e a far si che la nostra amata cittadina possa si evolversi e aprirsi al mondo che cambia ma senza snaturalizzarsi divenendo un sobborgo sudicio e privo di ordine, dove solo la legge del più forte riesce ad essere rispettata.

Daniele Roselli


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15 maggio, 2012

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