![]() Il presidente Luigi Manganiello |
![]() Il presidente del collegio sindacale Roberto Migliorati |
![]() Il direttore generale Massimo Caporossi |
![]() Migliorati, Manganiello e Caporossi |
– “Un bilancio coi fiocchi”.
Luigi Manganiello, presidente della Banca di Viterbo, è soddisfatto dell’attività svolta nello scorso anno dall’istituto viterbese (video). Rieletto con il 95 per cento dei voti alla carica di presidente, ha definito la banca una unità unica, la sola che dal territorio trae la linfa per operare.
“Il nostro bilancio annuale è un bilancio coi fiocchi – dice il presidente -. Sia per quantità che per qualità. La crisi c’è e si avverte in ogni settore. Proprio qualche giorno fa l’istituto Tagliacarne e l’Osservatorio economico provinciale hanno precisato che Viterbo ha una tendenza rispetto all’economia allarmante e deprimente“.
Negatività che si riflettono soprattutto nel settore trainante dell’agricoltura e nel tasso di disoccupazione a tre punti oltre il dato nazionale. Ma alle quali la banca ha saputo far fronte. “Il nostro bilancio è in controtendenza ai dati diffusi – afferma -. Questo ci esalta da un verso, ma ci preoccupa dall’altro perché dovremo impegnarci di più per le sorti dell’istituto.
La strategia c’è, dobbiamo rafforzare le nostre maestranze per trasformare e migliorare il nostro lavoro di amministratori”.
Bene il bilancio, ma non solo. “Negli ultimi due quinquenni i soci sono aumentati del 142% a quota 2135. Questa base sociali si è ingrandita e noi abbiamo valorizzato tutte le componenti della società viterbese, dagli agricoltori agli imprenditori passando per i professionisti e gli studenti”.
A fornire i numeri ci pensa il direttore della banca Massimo Caporossi. “Nel contesto della recessione – dice Caporossi – la banca ha realizzato un bilancio ottimo. I numeri dimostrano che ormai questa è un’istituzione solida che riesce a produrre risultati anche in contesti difficili”.
Sono aumentati raccolta, impieghi e il tasso di economicità di gestione. L’entusiasmo non manca, così come la cautela. “Abbiamo operato con equilibrio nella concessione dei crediti – spiega Caporossi -. La crisi economica ci porta a essere più rigorosi, portandoci a scegliere quali aziende sostenere e quali continuare a finanziare. Puntiamo soprattutto su quelle che se lo meritano e hanno voglia di lavorare e investire territorio“.
Bene anche il patrimonio dell’istituto. “Le fonti patrimoniali sono primarie per istituti che come il nostro vogliono rimanere autonomi – conclude Caporossi -. Il nostro patrimonio fa invidia. Abbiamo di un coefficiente di solvibilità al 16 per cento quando basterebbe appena l’otto per fare banca”.
Il territorio resta centrale. “Il rapporto dell’89,52 per cento tra impieghi economici e raccolta diretta indica che di cento lire che il territorio ci consegna di raccolta, ben 89 sono restituite al territorio stesso”.
Soddisfatto anche Roberto Migliorati, presidente del collegio sindacale. “Noi – afferma – ci occupiamo principalmente di controllare la conformità alle norme ordinarie e di settore. Dobbiamo valutare anche il grado di rischio a cui la banca è sottoposta a fronte dell’attività amministrativa. Il nostro giudizio sul bilancio 2011 è molto positivo.
Questa banca ha dei fondamentali, numeri di bilancio che le permettono di fare credito e senza conseguire i propri utili attraverso operazioni finanziarie che dal 2008 hanno creato una situazione di default“.
“Abbiamo prospettive positive per il futuro – conclude Caporossi -. Certamente quello che succede al di fuori di noi non può non incidere sulla nostra attività. Ma ci manteniamo equilibrati. La banca ha dimostrato che nei momenti di difficoltà riesce a dare il meglio di sé stessa e anche il 2012 andrà verso questa direzione”.
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