(g.f.) – Non è più possibile dare il proprio voto su argomenti mai discussi prima. Il sindaco Marini e la sua giunta devono cambiare registro.
Una decisa presa di posizione, che però non arriva dalla minoranza, ma dal maggior partito che sostiene il primo cittadino: il Pdl.
Ottavio Raggi, Gianluca Salza e Agostino Terri non ci stanno a votare a scatola chiusa. I consiglieri che fanno riferimento a Francesco Battistoni mettono in guardia Marini.
“Durante l’ultima riunione di maggioranza – dice Ottavio Raggi – io a nome di tutti ho fatto presente come nella maggioranza non esista collegialità, bisogna confrontarsi.
Il sindaco e gli assessori devono rendere partecipi i loro consiglieri. Ho spiegato queste cose e poi me ne sono andato. Ora sono in attesa di sapere qualcosa.
Noi stiamo nel Pdl, non intendiamo far cadere nessuno e non vogliamo creare problemi, ma ci facciano sentire partecipi”.
I tre sono usciti allo scoperto dopo una serie di sedute non proprio felicissime per la maggioranza. “Le brutte figure fatte in consiglio comunale – continua Raggi – sono avvenute perché nessuno ci ha messo al corrente di quello che volevano fare.
La vicenda Itet, San Pellegrino in Fiore, lo spostamento del mercato, sono tutti argomenti che andavano discussi e concordati preventivamente. Al contrario, la minoranza sa sempre più cose di noi e la situazione non cambia pure nelle commissioni”.
Quindi: “Abbiamo un anno davanti, predisponiamo un programma condiviso di fine mandato, per far vedere a Viterbo che ci siamo. Noi non siamo disponibili ad alzare la mano per votare e basta.
In questo lasso di tempo che ci rimane, se arriviamo alla fine, vorremmo lasciare il segno”.
Un chiarimento politico non sarebbe male. “Difficile ottenerlo – conclude Raggi – quando il sindaco è anche il coordinatore del partito”.
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