![]() Gino Polidori e l'assessore alla Cultura Andrea Bomarsi |
– Sabato scorso, nella splendida cornice della Sala del Consiglio Comunale di Monterosi, è stato presentato il libro “Nerone. Un giusto processo” di Gino Polidori (Edizioni Miligraf, 2011).
Dopo il saluto ed il ringraziamento ai numerosi partecipanti dell’assessore comunale alla Cultura Andrea Bomarsi, che ha curato scrupolosamente l’organizzazione in veste di ‘padrone di casa’, gli attori Maurizio Zanchetti e Monica Burgio hanno letto alcuni brani del libro, mentre scorrevano le immagini dei protagonisti della Roma antica.
A discutere dell’identità contesa di Nerone c’erano poi l’autore stesso, il giornalista Rai Giovan Battista Brunori e lo storico Armando Finocchi, fondatore del Museo Casolare 311.
Laureato in giurisprudenza, Gino Polidori è presidente della Banca di Formello e Trevignano di Credito Cooperativo, carica che riveste quasi ininterrottamente dal 1986. Lo studio del diritto romano ha portato l’autore ad interessarsi anche dei personaggi storici e degli scenari della romanità, prima con intense letture ricavate nelle poche ore lasciate libere da incarichi così impegnativi, poi con la scrittura di libri per raccontare quell’impero che non finisce di appassionarci.
In pochi personaggi come Nerone realtà e mito si sono mischiati in tinte così forti: la sua storia è diventata fin da subito leggenda, mentre la sua leggenda sembra avere la veridicità della storia. Polidori ha riletto scrupolosamente le pagine dei grandi storici latini per raccontare la vita dell’imperatore, dalla giovinezza alla conquista del potere e al tragico epilogo finale.
È anche una “biografia sociale”: attraverso le vicende di Nerone conosciamo la vita della città, le strutture dello Stato, i complotti del palazzo tra giochi di potere, amori e avvelenamenti. Per separare finalmente la realtà dalla leggenda, Polidori ha immaginato un vero e proprio processo, in cui davanti ad una Corte giudicante la difesa e l’accusa si confrontano senza esclusione di colpi.
“È un modo nuovo di raccontare la storia – chiosa l’autore nel suo intervento – a metà tra il saggio accademico e il romanzo storico, in cui emergono le emozioni dei personaggi e le loro più intime pieghe interiori. La lettura – sottolinea Polidori – è avvincente perché lo stile della narrazione si modella attorno al racconto, talvolta con periodi curatissimi e talvolta con fulminanti frasi brevi, tre o quattro parole al massimo, accordandosi ritmicamente all’argomento trattato”.
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