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Viterbo - Viabilità - Il Comune chiarisce: "Non sono autovelox ma postazioni mobili che segnalano alla pattuglia il superamento del limite"

“Rilevatori necessari per la sicurezza, non per fare cassa”

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– (g.f) I limiti non andrebbero mai superati. Specie quelli di velocità. Chi lo fa, paga.

Sulle cinque postazioni di controllo della velocità appena installate a Viterbo, il sindaco Giulio Marini frena le polemiche. Sperando di non essere tamponato.

“Non sono autovelox – precisa – ma semplici cabine”. Ovvero vuote.

Gli strumenti per la misurazione della velocità saranno installati di volta in volta e dopo essere colti in flagranza di pedale del gas spinto troppo, una pattuglia poco dopo contesterà l’infrazione.

“Sono un semplice deterrente al mantenimento della giusta velocità di giorno e sopratutto di notte, quando qualcuno eccede. Non sono state acquistate per fare cassa.

Ci sono le regole del codice della strada e sta a noi farle rispettare. Chi è d’accordo bene, se no lo facciamo lo stesso”.

Le cinque postazioni si trovano, due lungo la circonvallazione Almirante, una su viale Trieste sul lato provenendo dalla Quercia, una su viale Fiume all’altezza di pazza del Santuario, una nei pressi di Bagnaia.

Sono cinque, ma l’intenzione è installarle altre cinque, in particolare per la Teverina, strada Cimina, Tuscanese e inizio strada Filante.

“Funzionano con lo stesso principio della postazione mobile – dice il comandante della polizia locale Franco Fainelli – l’apparecchio segnala il superamento della velocità e una pattuglia a valle contesta la multa. E’ immediato. I controlli sono fatti a caso, l’utente non sa se in quel momento all’interno c’è o meno l’apparecchio per la verifica, non sa se funziona o no”.

Che ci fosse bisogno di porre un freno ne è convinto pure l’assessore alla Viabilità Sandro Zucchi. “Soprattutto di notte c’è chi prende alcune strade come piste – osserva Zucchi – il limite è 50 chilometri l’ora, ma sulla parte finale di viale Fiume abbiamo rilevato auto a 270 l’ora, alla curva della Quercia 170 l’ora.

Sono zone in cui è stata la stessa gente a chiederci d’intervenire. Vogliamo prevenire incidenti”.

Non sono comunque postazioni fisse.

“A Viterbo – spiega ancora il comandante Fainelli – delle cinque postazioni che abbiamo installato, solo in una sarebbe possibile ed è quella sulla circonvallazione, perché deve essere autorizzata per ragioni legate a incidenti e pericolosità della strada e lì i requisiti ci sarebbero.

Ma al momento anche quella che si trova in zona è mobile”.

Nel centro storico intanto: “Sono cominciati i controlli la sera nel fine settimana – precisa Fainelli – e con l’arrivo della bella stagione ci allargheremo anche agli altri giorni. Abbiamo un budget e dentro quello dobbiamo stare”.

Ma c’è chi non demorde. “Abbiamo notato – dice ancora il sindaco Marini – come più multe facciamo per divieto di sosta in piazza del Comune e più ci lasciano le auto. Si vede che la crisi non c’è o le contravvenzioni poi non le pagano”.


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28 maggio, 2012

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