– L’associazione Veiano.it, all’interno di un progetto teso a far conoscere ed amare un prodotto gastronomico popolare Vejanese, “La pizza a fiamma” e la tradizione che ruotano intorno ad esso, ha inaugurato sabato 26 maggio, presso il centro diurno anziani di Vejano, il primo concorso a squadre per la “Miglior pizza a fiamma”.
Le squadre sono cinque, quattro sono composte da donne con età compresa tra 60 e 80 anni e una squadra da ragazze, che in perfetto spirito di condivisione, frequentano il centro anziani, dove settimanalmente si ritrovano per svolgere attività di ricamo.
Nel cortile del centro, già dal mattino i ragazzi dell’associazione, hanno portato il forno a legna e lo hanno acceso. Disposta sotto un gazebo, una cucina dove le squadre si sono susseguite per preparare la pizza. Di lato al forno, il gazebo della giuria formata da ragazzi e bambini.
Sono loro infatti che giudicano le signore concorrenti, che potrebbero essere loro nonne. Tutto è pronto, sono le 17 e la gara inizia. Le signore delle squadre si preparano con grembiule e cuffia, alla competizione, tutte ci tengono a fare bella figura, a salvaguardare il proprio onore di cuoche della tradizione.
La giovane giuria si accomoda ai tavoli, pronti all’assaggio con tanto di penna e scheda per la valutazione. Sono molto seri, dopo ogni assaggio discutono fra loro con competenza e dedizione. E’ questo il segno, che il gioco della gara sta arrivando a concretizzare ciò che era nell’intento dell’associazione, cioè tramandare ai giovani la conoscenza e l’amore per la tradizione.
La pizza a fiamma, da testimonianze riportate, fa parte della gastronomia vejanese da circa due secoli. Essendo Vejano un paese dove i terreno erano coltivati per lo più a grano fino agli anni sessanta, la grande disponibilità di questo cereale ha fatto si che la popolazione inventasse prodotti da forno vari, tra cui la pizza a fiamma.
E’ una pizza che si ottiene con la stesso impasto del pane, si cuoce solo con forno a legna, perché solo il forte calore della fiamma la fa gonfiare (da qui il nome), ottenendo così una pizza vuota di mollica all’interno.
Si presenta infatti, come un sacchetto da riempire con farciture varie. Molto apprezzate sono le pizze farcite con cicoria di campo ripassata in padella, con formaggio e mortadella; o per chi preferisce il dolce con ricotta e cioccolata; o semplicemente mangiata in purezza, gustando ad ogni morso un buon pezzo di storia Vejanese.
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