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– Ancora saccheggi di rame al pomodorificio.
E’ accaduto ieri, quando ancora una volta i carabinieri della locale stazione, comandati dal luogotenente Girelli, durante un controllo di routine al pomodorificio, hanno arrestato un cittadino rumeno proveniente da Fiumicino e denunciato in stato di libertà un connazionale proveniente da Ostia.
I carabinieri lo hanno colto con le mani nel sacco, mentre era intento a sguainare cavi in rame sul retro dello stabilimento, dopo averli staccati dall’ormai devastato impianto elettrico della fabbrica di conserve di pomodori chiusa da diversi anni, già sottoposta nei giorni scorsi a sequestro giudiziario da parte della guardia di finanza, per inquinamento ambientale.
I carabinieri hanno notato, nel primo pomeriggio di ieri, un varco creato sul retro della recinzione perimetrale dello stabilimento e così dopo essere entrati per una verifica, hanno sorpreso i due rumeni che, con tanto di pranzo al sacco al seguito, cercavano di recuperare il cosiddetto “oro rosso”, ancora presente in gran quantità all’interno del dismesso stabilimento. Uno di questi è stato subito bloccato, mentre l’altro è riuscito a scappare facendo perdere le sue tracce, ma comunque è stato identificato.
Gli investigatori hanno recuperato attrezzi atti allo scasso e circa 300 chili del prezioso materiale, già sguainato e pronto per essere rivenduto.
L’arrestato, 32enne, domiciliato a Fiumicino, è stato così arrestato per furto aggravato, violazione di sigilli e possesso di arnesi atti allo scasso.
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