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Politica - Il consigliere comunale Maurizio Federici (La Destra) analizza la situazione politica nazionale

Se gli esperti hanno bisogno degli esperti…

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Maurizio Federici

Maurizio Federici (La Destra)

Riceviamo e pubblichiamo – È come se Trenitalia avesse bisogno di un controllore per controllare il controllore che controlla i biglietti, siamo veramente al paradosso, eppure, ormai, qui nel nostro bel paese non possiamo meravigliarci più di niente, niente.

Quando, qualche mese fa, il Cavaliere fu costretto a lasciare il podio di presidente del consiglio, il presidente Napolitano, “con la morte nel cuore”, si rese conto che l’Italia, ridotta allo sfacelo, aveva bisogno di un governo di tecnici, di esperti quindi, che, obtorto collo, applicassero tutte quelle riforme in grado di rimettere in carreggiata il Paese, così, con decreto del 16 novembre 2011 nominò presidente del consiglio dei ministri e ministro dell’economia e delle finanze, il professor Mario Monti, cariche precedute il 9 novembre 2011 dalla di lui nomina a senatore a vita.

E così ebbe inizio il “Governo Monti”, con il professore in testa e tutta l’esperta corte a seguire. E così il buon Monti (che non è privo di scheletri nell’armadio: nel 1981 si fece promotore dell’emissione di titoli di stato a lungo termine che non ebbero la conseguenza sperta bensì un aumento di tasse, benzina e spese per la sanità; tra il 1989 ed il 1992 non fu in grado di impedire la deflagrazione del rapporto tra debito e pil con conseguente impennata del debito), salito al parlamento il 16 novembre 2011, salito a palazzo Chigi, coadiuvato dai suddetti luminari e tra le lacrime della Fornero, ha cominciato a tagliare, cucire ed inventare nuove tasse perché parole oscure come “spred” assumessero un meno nefasto significato da un punto di vista dell’economia.

Poi il colpo di scena: viene nominato dal ministro Monti un gruppo di esperti che possano essere in grado di aiutare il team di esperti e tra questi appare il nome del ministro Giuliano Amato meglio noto con l’affettuoso nomignolo di “il Dottor Sottile”, che già nel 1992 aveva rivestito la carica di presidente del consiglio dei ministri, quel ministro Amato si rese protagonista della “Rapina di stato” che ordinò il prelievo coatto e retroattivo su ogni conto corrente degli italiani del 6×1000 (ma chissà se a quei poveri disgraziati con il conto onestamente in negativo fu mai dato il corrispondente 6×1000).

Questa sua nomina ci stimola una domanda (retroattiva): ci piacerebbe sapere, dopo tanti anni, il saldo del conto corrente di Amato, di quello di sua moglie, dei parenti e degli amici, ma con buona probabilità l’unica risposta che ci sarà concesso di ottenere sarà un “non ricordo”, d’altro canto l’uomo è stato sempre un po’ distratto, basti pensare al fatto che, come segretario fidato di Craxi, nulla sapeva di tutto ciò che è accaduto nel partito socialista in merito alle tangenti (ricordiamo la condanna per corruzione nella vicenda Eni-Sai, tangenti Enel, caso Enimont, caso Montedison, le mazzette per la metropolitana di Milano, il Conto protezione ed altra letteratura).

In quel periodo, il capro che pagò tutto fu Bettino Craxi e con lui tutto il partito socialista, ma il Dottor Sottile (alias Giuliano Amato) sottilmente si defilò. È giusto però ricordare che tutti i nuovi superesperti ingaggiati, non riceveranno un compenso, ma come farà a sopravvivere l’amato Amato con soli 31mila euro di pensione al mese, sarà giusto metterci tutti una mano sul cuore ed una nel portafoglio e trovare il sistema di rimborsare in qualche modo questo indiscusso “benefattore” .

Maurizio Federici
Consiliere comunale della Destra Viterbo


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8 maggio, 2012

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