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Viterbo - Oggi è la giornata mondiale contro l'omofobia, la lesbofobia e la transfobia

Se ci conosci, non hai paura

di Emanuela Dei
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Emanuela Dei

Emanuela Dei

Riceviamo e pubblichiamo – Oggi 17 maggio è la giornata mondiale contro l’’omofobia, la lesbofobia e la transfobia, ricorrenza promossa dall’’Unione Europea per la prima volta nel 2007. In poche parole oggi è la giornata mondiale contro la paura del diverso.

Già perché la fobia è semplicemente la paura, l’avversione, il timore che qualcuno o qualcosa possa minare o daneggiare le tue credenze o la tua persona.

Quando si ha paura si reagisce in diversi modi, i più comuni o si scappa o ci si difende, combattendo. Ed ecco che la paura della diversità, che mette in discussione il proprio mondo magari retto su valori ereditati, ma privi di vita vissuta e testata, genera la violenza che può essere sottile come la tela di un ragno o pesante come una sprangata che ti arriva in piena faccia.

Violenta e offensiva può risultare una parola, “frocio”, una risatina perché hai visto due donne tenersi mano nella mano. Poi, si diventa anche violenti quando la paura fa novanta e tu quel “qualcosa “che ti fa paura decidi di distruggerlo, di cancellarlo dalla faccia della terra, come è successo da poco in Cile, quando un gruppo di ragazzi ha violentato, massacrato e ucciso un ragazzo colpevole di avere atteggiamenti effemminati.

Gli studiosi hanno analizzato quello che succede alle persone che sono nel mirino di intolleranze o aggressioni. Lo chiamano minority stress o stress delle minoranze.

In poche parole un gruppo della popolazione, in questo caso persone con una diversa identità di genere e di orientamento sessuale, è sotto una continua tensione, uno stress che può essere la paura reale di attachi alla propria persona (omofobia violenta), o la percezione che all’’interno della società non ci sia l’’accettazione della minoranza di cui fai parte (omofobia percepita), o la pressione e la violenza che la società esercita sull’’individuo è talmente devastante che l’’omofofobia cresca proprio dentro agli stessi omosessuali, lesbiche o trans facendogli credere di non avere le carte in regola per poter vivere una vita familiare e lavorativa serena e piena di soddisfazioni (omofobia interiorizzata).

Cosa ne consegue? Sofferenza, pura sofferenza che porta alla non completa accettazione dei propri desideri, istinti, voglia e bisogno di amore. Un doversi nascondere nella vita privata come sul proprio lavoro. Un dover mentire la propria identità alle persone che trascorrono ogni giorno con te. Ma come si combatte, a questo punto, l’’omofobia?

Innanzi tutto, la paura della diversità si combatte semplicemente conoscendo questo “diverso”.

Quando si hanno informazioni, quando si parla ci si relaziona con un qualcosa di “strano” già tutto diventa più “normale”. La parola, la conoscenza può fare molto e aiutare ad abbattere i pregiudizi. Inoltre, l’’unione, l’’associazionismo, la comparsa di punti di ritrovo sul territorio fanno sì che varie persone possano ritrovarsi, riconoscersi non sentirsi più isolati e soli.

Le stesse associazioni, poi, acquistano visibilità sul territorio e direttamente informano l’’intera popolazione dell’’esistenza di una minoranza. Ecco perché, a Viterbo, da circa due anni sono nate Arci Cultura Lesbica e l’’Altro Circolo, circolo di cultura omosessuale. Qui ogni giorno si sta insieme, ci si parla, ci si dà forza, ma allo stesso tempo si informa e si porta a conoscenza dell’’esistenza di omosessuali, lesbiche e trans nella città di Viterbo e Provincia.

Emanuela Dei


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17 maggio, 2012

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