![]() Antonio Delli Iaconi (Unindustria) |
![]() Angelo Pieri e Luigia Melaragni (Cna) |
![]() Orsolini e Crea (Federlazio) con al centro Battistelli (Coldiretti) |
![]() Il sindaco di Civita Castellana Angelelli e Rosita Pelecca (Cisl) |
![]() De Simone (Confartigianato) Turchetti (Uil) e Perinelli (Cgil) |
– Le famiglie viterbesi sono allo stremo, le aziende soffrono: la crisi morde la Tuscia colpendo tutti. Nessuno escluso (fotocronaca).
Per questo sindacati, imprenditori e associazioni di categoria sono scesi in piazza insieme per dire a gran voce che la Tuscia vuole tornare a sperare.
Ma per farlo servono provvedimenti seri in grado di rilanciare l’economia e l’occupazione nel viterbese.
Ieri sera da piazza del Comune il messaggio è partito, nella speranza che arrivi a destinazione. Alle istituzioni, Cgil, Cisl, Uil e Ugl, associazioni di categoria come Cna e Confartigianato, Unindustria, ma anche Confcommercio, Federlazio e Legacoop e molti altri, chiedono poche e semplici azioni.
Taglio alla pressione fiscale per lavoratori e imprese, si legge nel documento ufficiale, un patto d’onore da parte degli enti locali verso i fornitori per garantire pagamenti regolari e chiudere i debiti pregressi. “I debiti, in particolare quelli della Regione – si legge – verso le imprese sono mostruosi e intollerabili. La mancata riscossione dei crediti fa morire le aziende e sottrae risorse a investimenti e occupazione”.
Altre richieste sono un intervento efficace del governo nazionale sulla spending review, riduzione dei costi della politica e la riattivazione del credito attraverso il sostegno ai Confidi. Con un obiettivo preciso da parte degli organizzatori.
“Restituire alle persone fiducia nella ripresa. Che lavoro, dignità di donne e uomini, di diritto dei giovani al futuro e il valore della solidarietà diventino concreti”. Al presidio c’erano tutti. Un segnale forte.
Il documento unitario è stato letto da Laura Antonini, quindi Antonello Ricci tra il serio e il faceto ha dato un senso allo slogan: la Tuscia vuole tornare a sperare, esibendosi dal palco, regalando un sorriso. In un momento così difficile, un ottimo viatico. Sperando che non sia l’unico.
Giuseppe Ferlicca
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