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Viterbo - Ieri il segretario della Cgil Miranda Perinelli a Corleone per i funerali di Stato

Una pietra di peperino per la tomba di Placido Rizzotto”

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La Cgil al funerale di Placido Rizzotto a Carleone

La Cgil al funerale di Placido Rizzotto a Carleone

– Anche una pietra di peperino della Tuscia coprirà la tomba di Placido Rizzotto nel cimitero di Corleone, in provincia di Palermo. La Cgil di Viterbo, come le Camere del lavoro di tutta Italia, la invierà nei prossimi giorni in Sicilia come omaggio al segretario della locale Camera del lavoro di Corleone, militante socialista e partigiano, assassinato dalla mafia il 10 marzo del 1948 per le sue battaglie tese a liberare la terra e il lavoro dalla schiavitù e dall’oppressione mafiosa. I suoi resti sono stati ritrovati nel 2009 nelle foibe di Rocca Busambra.

La conferma ufficiale del ritrovamento è avvenuta solo nel marzo scorso, a 64 anni di distanza.

“Placido Rizzotto eroe civile della Repubblica. Un eroe ucciso dalla mafia, al quale lo Stato e gli italiani finalmente hanno reso omaggio””. Così Miranda Perinelli, segretario della Cgil di Viterbo, al ritorno dai funerali di Stato tenutisi ieri a Corleone. Insieme a lei a rappresentare il sindacato viterbese il segretario dello Spi Giovan Battista Martinelli e Marisa Roberti.

“Rizzotto –- dice Perinelli –- ha pagato con la vita la lotta contro i soprusi, in difesa della dignità e dei diritti dei lavoratori, di quei contadini che i latifondisti riducevano alla fame e che lui invece guidava nelle campagne del Palermitano per ottenere l’assegnazione delle terre”.

“La nostra partecipazione – conclude – ha voluto testimoniare quanto la memoria sia fondamentale per diffondere quella coscienza civile che rappresenta la prima arma contro la cultura mafiosa. E proprio da Corleone, paese simbolo della mafia, ieri si è levato un sentimento antimafia che, grazie anche alle parole del presidente della Repubblica Giorgio Napoletano, del segretario della Cgil Susanna Camusso, di don Luigi Ciotti, dei familiari di Rizzotto, a partire dal nipote che porta lo stesso nome, ha inondato tutto il Paese testimoniando che c’è un’Italia che è stufa delle collusioni, delle violenze, dell’’illegalità”


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25 maggio, 2012

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