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Civita Castellana - Lettera aperta del sindaco Gianluca Angelelli

Inutile accorpare terapia subintensiva con chirurgia

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Il sindaco di Civita Castellana Gianluca Angelelli

Il sindaco di Civita Castellana Gianluca Angelelli

Riceviamo e pubblichiamo – Gli interventi assunti sul reparto di terapia subintensiva dell’ospedale di Civita Castellana, che si vorrebbe accorpare con quello di chirurgia, appare non solo dannoso, ma soprattutto inopportuno e inutile.

Lo spostamento dei posti letto dalla subintensiva alla chirurgia non è un provvedimento tampone, non se ne sentiva la necessità né l’urgenza, non comporta risparmi consistenti, semplicemente sminuisce la funzionalità dell’ospedale e ne determina un impoverimento.

A fatica, ma a volte si può comprendere il ricorso a tagli e rinunce dolorose, quando questi appaiono forzosi e inevitabili, non si comprende invece l’intervento puramente sanzionatorio e penalizzante.

Spostare la terapia subintensiva nella chirurgia significa, in sostanza, limitare gli interventi chirurgici e depotenziare l’ospedale Andosilla senza ottenere in cambio alcun sostanziale vantaggio, nemmeno economico.

Senza nulla dire sulle procedure ancora una volta adottate, in cui la Asl non concorda con nessuno degli interventi che incidono sulla carne viva dei cittadini, la scelta di spostare un reparto di subintensiva in uno di degenza appare quanto meno discutibile laddove non potranno essere facilmente garantiti i requisiti tecnici, strutturali necessari alla prima e ancor più difficoltoso appare il rispetto della privacy dei pazienti.

Ragioni che inducono a ritenere oggettivamente impossibile il trasferimento del reparto.

Alcune settimane fa si era ipotizzato un provvedimento simile al fine di aprire un nuovo reparto, quello di ortopedia previsto dal decreto 80, poi naufragato per le note vicende. In quella sede si evidenziarono le inevitabili spese necessarie ad adeguare il reparto, spese che l’amministrazione comunale si rese disponibile ad affrontare direttamente.

Oggi, senza alcun riferimento a quei costosi interventi, si vorrebbe quello spostamento, ci chiediamo chi affronterà quelle spese e con quali vantaggi. Abbiamo il sospetto che ogni pedina venga mossa per poi muovere a caduta quella seguente: l’inagibilità dei locali e la chiusura definitiva del reparto, il trasferimento altrove di anestesisti e infermieri, tanto necessari a tutti. Ma almeno si dica la verità! Basta con questi giochetti! Ognuno si assuma le sue responsabilità!

Continua lo stillicidio quotidiano a cui gli ospedali periferici sono sottoposti, mentre la regione non definisce alcuna seria prospettiva per l’intera sanità.

I pazienti sono ormai disorientati e indifesi. Era stato promesso il riordino e la razionalizzazione della sanità, siamo invece al baratro, al punto di non ritorno, alla quotidiana difesa dell’ultimo diritto, al mancato rispetto dei livelli assistenziali minimi, all’iniquità totale, con la provincia di Viterbo ferma a 1,8 posti letto ogni mille abitanti e alcune Asl romane a 11.

Ho scritto al direttore generale perché da circa nove mesi siamo in attesa di inaugurare i nuovi reparti dell’ospedale Andosilla (finanziati oltre 12 anni fa) e non si riesce a trovare una data per rendere ai cittadini ciò che è loro.

A questo punto, come sindaco, a nome di tutti cittadini, reitero l’invito al direttore della Asl (con la speranza che lui lo estenda al presidente della Regione) a venire a Civita Castellana per spiegare quale futuro ha l’ospedale Andosilla e, in quella sede, ad inaugurare la nuova struttura della Asl e della Regione. Restando ancora senza risposta, il 7 luglio, anche da solo, prenderò atto formalmente dei nuovi locali per rendere esplicito che non siamo disposti a rimanere inerti di fronte a questo lento declino.

Gianluca Angelelli
Sindaco di Civita Castellana


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21 giugno, 2012

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