![]() Giulio Marini |
– Speriamo che il congresso si faccia e presto, il commissariamento per incompatibilità tra il ruolo di coordinatore e quello di sindaco non sarebbe un problema e se il coordinamento provinciale non si riunisce è perché di scelte politiche da prendere ultimamente non ce ne sono state.
Giulio Marini a tutto campo, il giorno dopo la riunione dei quarantenni Pdl di Francesco Battistoni e Mauro Rotelli. Incontro politicamente corretto o quasi. Pochi attacchi, diverse proposte.
“Mi pare una linea di maturità opportuna in questi momenti – spiega Giulio Marini – una linea costruttiva, diversa da altre del passato. Sono più proteso verso quest’impostazione, piuttosto l’assalto con la baionetta”.
Però il comunicato uscito poco dopo l’incontro e firmato da Marini e dalla vice Grassini aveva un tono diverso. “Era una risposta all’autoconvocazione – precisa Marini – non ai temi sollevati. Non abbiamo mandato qualcuno a visionare come altri fanno, non abbiamo 007 o registrazioni telefoniche.
Comunque, e questa è una valutazione personale, trecento amministratori che si riuniscono non è un segnale negativo”.
Questo congresso che altrove il Pdl celebra, ma non nel Lazio è uno dei punti di contrasto.
“Auspico che il congresso si faccia il prima possibile. Sono sei mesi che a livello regionale si cerca una concertazione – sostiene Marini – secondo me si è perso tempo. Non voglio attribuire responsabilità, ma se qualcuno non gioca in modo leale, non sta a me individuarlo. Si sono persi sei mesi a cercare una linea comune e non c’è, così dopo una lunga discussione si è arrivati agli scontri sui territori.
O si fa o non si fa. Qualcuno ha deciso di rinviarli. E’ un bene o male? Decideranno altri. Sta di fatto che io non temo il congresso”.
Marini come coordinatore provinciale non poteva fare di più affinché si potesse celebrare nella Tuscia? “E’ il livello regionale che ha deciso. Non è mai accaduto che Viterbo modelli la Regione. Mi prenderei in giro da solo se lo dicessi e chi lo dice prende in giro la gente.
Marini con la sua forza riesce a modificare il quadro regionale? Non credo. Di sicuro io non ho chiesto rinvii”.
Saltato l’appuntamento, i quarantenni si sono autoconvocati. “Se c’è un rinvio – prosegue Marini – capita quello che è successo sabato. Una riunione, ma nulla di più, perché al congresso viene nominato un presidente dal nazionale, ci sono regole precise, uno stato. Mi sembra altra partita”.
C’è poi l’incompatibilità di Marini coordinatore con Marini sindaco. “E’ stato chiesto il commissariamento – continua il coordinatore – non lo vedo negativamente, al contrario è positivo, non è un problema. Ma non sono solo io incompatibile.
Stesso problema anche in provincia di Frosinone, Roma e poi stanno arrivando anche altre incompatibilità in tutta la Regione. Situazione da affrontare.
Martedì c’è la direzione nazionale del Pdl, ne parlerò serenamente con i vertici. Va tutto bene, anche se ricordo che per il sottoscritto c’è stata la richiesta di deroga ed erano tutti d’accordo. Ora forse qualcuno bara, anche perché non l’avevo chiesta io. Io comunque faccio il sindaco, a me sta benissimo”.
Altra lamentela è il coordinamento provinciale che non si riunisce praticamente mai. “L’ultimo incontro – ricorda Marini – fu in occasione della crisi da parte del Governo. In diversi dissero in quell’occasione di non voler entrare nel merito delle amministrazioni. Da quel momento non ci sono state scelte politiche da prendere.
L’unica è stata quella delle mie dimissioni da parlamentare. Poteva essere quella un’occasione, ma visto che la maggioranza in consiglio comunale aveva dato ampie garanzie di voler andare avanti, mi sono sentito responsabilizzato nel proseguire. Alle elezioni il 99% delle liste erano civiche e come in passato, pure stavolta il partito non si è intromesso”.
Unico caso (dolente) è Tarquinia. “Da statuto – sottolinea Marini – non compete al coordinamento provinciale. Avendo più di quindicimila abitanti è competenza del regionale.
E’ stata scaricata dai due coordinatori regionali, tre giorni prima della presentazione liste a me e al vice coordinatore Gabriela Grassini. A quel punto, in emergenza ho siglato un accordo con il segretario Udc per sostenere Alfio Meraviglia. Me ne sono assunto la responsabilità. Ma a quella decisione che io ho preso, doveva corrispondere anche un adeguamento degli iscritti che hanno presentato un’altra lista. Così non è stato e alla fine le liste sono state due. Chi ha sbagliato? Chi si è assunto la responsabilità di decidere o chi a quella decisione non si è adeguato?
Da quel momento si è scatenato un fuoco di fila verso i coordinatori provinciali e la soluzione era il congresso che ripeto, auspico che si tenga il prima possibile”.
All’incontro dei quarantenni c’è stato chi come il sindaco di Blera Ciarlanti ha lamentato come in due anni è mezzo dal provinciale nessuno lo abbia mai cercato. “Ma Ciarlanti ha rapporti costanti con Francesco Battistoni – conclude Marini – l’intesa tra me e il consigliere regionale era essenzialmente questa: io mi sarei occupato di Viterbo e lui della provincia. Un modo per ottimizzare e unire le forze.
Il primo cittadino di Blera ha rapporti costanti con Battistoni, autorevole esponente del partito. Perché dovrei chiamare il sindaco quando ne ha con lui? In ogni caso, qualsiasi cosa serva, io sono a disposizione”.
Giuseppe Ferlicca
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