![]() La festa della Bcc di Ronciglione |
– Centodieci anni di storia in un libro.
Così la Banca di credito cooperativo di Ronciglione festeggia il suo compleanno ultracentenario: con una mostra e un volume che riepiloga le tappe salienti del suo lungo percorso, da Cassa rurale e artigiana a Bcc.
“110 anni di fedeltà al territorio” il titolo, scelto dall’autore e vicepresidente della Bcc Sandro Altissimi per sottolineare il legame che, da sempre, unisce Ronciglione e la sua banca, nata nel 1902 e ancora al servizio del paese.
Ieri la presentazione del volume, alla presenza di un folto pubblico che, a partire dalle 18, ha riempito la sala conferenze della Bcc, a Ronciglione.
A fare gli onori di casa, il presidente della filiale ronciglionese Giuseppe Ginnasi e il direttore Giulio Pizzi, affiancati dal vicepresidente e curatore del libro Altissimi, dal presidente del collegio sindacale Fabio Moretti e dall’ex assessore provinciale e dirigente di Bnl Renzo Trappolini.
Un lavoro, quello di Altissimi, che è frutto di una lunga e appassionata ricerca tra antichi registri e verbali, gelosamente custoditi nel caveau della banca. Un pezzo di storia trasferito dal vicepresidente nel suo volume, che ripercorre fatti e volti dei padri fondatori della Bcc. “Gente semplice ma lungimirante – ha spiegato Altissimi – che ha saputo costruire solide basi sulle quali impiantare la banca di oggi, presente in dieci paesi della Bassa Tuscia, capace di dare lavoro a 55 dipendenti e sostegno economico a famiglie e aziende”.
In prima fila, il sindaco Sandro Giovagnoli e il direttore della filiale Banca d’Italia di Viterbo Claudio Ferrante, concordi sull”‘importanza di poter contare, in piena crisi economica, su una banca così radicata nel territorio”. Ma Ferrante lancia un monito: per essere volano di sviluppo e all’altezza del momento storico, la Bcc deve collaborare con l’imprenditoria e saper vigilare su rischi, gestione e sicurezza.
Tra il pubblico anche il parroco di Ronciglione Don Silvio Iacomi e monsignor Renzo Tanturli, venuti a portare il saluto del vescovo Romano Rossi; il presidente della Banca di Viterbo Luigi Manganiello e Francesco Manganaro di Federlus (Federazione delle banche di credito cooperativo del Lazio, Umbria e Sardegna).
Riceviamo e pubblichiamo – La Bcc di Ronciglione festeggia 110 anni di attività.
Nella sala delle conferenze gremita di autorità e soci, è stato presentato il volume curato dal vicepresidente della Banca di credito cooperativo di Ronciglione, Sandro Altissimi, che ha raccolto ricerche storiche e ha dato conto della promozione dello sviluppo economico culturale non solo dei soci ma dell’intero territorio; la pubblicazione che è stata presentata è anzitutto la prova del radicamento nel nostro territorio.
La pubblicazione dimostra anzitutto l’ attuazione di una nota dello statuto che appartiene a ogni Bcc:
“La Banca… ha lo scopo di favorire i soci e gli appartenenti alle comunità locali nelle operazioni e nei servizi di banca, perseguendo il miglioramento delle condizioni morali, culturali ed economiche degli stessi e promuovendo lo sviluppo della cooperazione e l’educazione al risparmio e alla previdenza nonché la coesione sociale e la crescita responsabile e sostenibile del territorio nel quale opera”.
La mostra e la pubblicazione sono, appunto, la prova del radicamento nel nostro territorio. I risultati sono stati particolarmente graditi da tutti gli intervenuti: dai soci, alla cittadinanza rappresentata dal sindaco Alessandro Giovagnoli.
Centodieci anni di presenza sul territorio non sono pochi. La nostra Cassa Rurale ha sicuramente offerto servizi ai soci, ha risposto a molte richieste del territorio e oggi è chiamata a dare risposte nuove in un momento di difficoltà e cambiamento.
I piccoli prestiti di un tempo si chiamano ora microcredito, la solidarietà è diventata responsabilità sociale, la Cassa rurale è banca.
Essere Cassa rurale e prestiti significava – nel primo periodo della nostra banca – avere un forte, prevalente legame con il settore dell’agricoltura.
Poi è diventata Cassa rurale e artigiana; oggi è una banca che si amplia sul territorio, ma se la sua specificità venisse meno, omologandosi completamente alle altre aziende creditizie, dovremmo cambiare insegna.
Occorre oggi trovare un equilibrio coraggioso tra depositi prestiti e un istituto che, per mezzo del credito, sorregga le iniziative e i bisogni di una comunità man mano che questi si manifestano.
La nostra posizione è più forte di quando fu fondata la prima Cassa Rurale nel 1883 a Loreggia; è più ricca delle dodici lire che costituivano il capitale della cassa al momento della sua fondazione, ma forse oggi siamo meno coraggiosi di 100 anni fa.
Se pure non ci ispirasse più lo spirito cattolico, non possiamo non pensare alla crescita sostenibile del territorio ed ecco, dunque, una proposta :
In un momento di crisi come l’attuale, la Bcc è chiamata a rispondere a questo territorio; penso al microcredito : come in altri continenti dovremmo ritagliare una porzione del nostro impegno per sollecitare, formare, promuovere i nostri giovani attraverso la mutualità.
Perché, allora, non riservare un particolare canale di formazione, di supporto e poi di finanziamento ad imprese di giovani che usino la cooperazione e la mutualità?
Occorre studiare, ma essere coraggiosi, e il nostro coraggio non deve essere solo quello dell’azienda creditizia, ma deve cercare risposte capaci di favorire le potenzialità del nostro territorio. Potremmo spiegare e scegliere di finanziare, oltre alle tradizioni, più business plan di giovani che si avviano al lavoro; occorre partire, ad esempio, dai fumetti sul significato della cooperazione per i più piccoli o forse preparare giovani come quelli della Bcc di Alcamo, un’associazione che si propone di trovare opportunità sul territorio con e per i giovani soci.
Se ci crediamo ci premierà più un lavoro di ricerca di opportunità per giovani soci e tramite loro per il territorio, che qualsiasi striscione pubblicitario di una festa paesana. Cercare di fare di tutto per promuovere la crescita sostenibile per i giovani della nostra città significherà guardare al futuro con maggiore speranza e proseguire nel solco di quanto testimonia il libro presentato oggi.
Giovanni Ginnasi
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