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Montalto di Castro - Cavalieri in trasferta al festival equestre del Frejus sulla Costa Azzurra

La Maremma protagonista in terra francese

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I cavalieri di maremma di Montalto di Castro

I cavalieri di maremma di Montalto di Castro

I cavalieri di maremma di Montalto di Castro
I cavalieri di maremma di Montalto di Castro

Riceviamo e pubblichiamo – Sonore acclamazioni per i cavalieri di maremma di Montalto di Castro che insieme all’associazione dimensione Maremma fattoria La Forra, hanno rappresentato l’Italia, dando prova ancora una volta di spettacolare maestria, nella seconda edizione di Cheval d’Azur, il festival equestre svoltosi al Frejus sulla Costa Azzurra, dal 18 al 20 maggio.

Oltre 500 animali si sono alternati nelle varie discipline, gare, dimostrazioni e sfilate, ma il momento più scenografico è stato lo spettacolo serale che ha visto la partecipazione dei più importanti artisti europei, durante il quale i cavalieri di Maremma insieme al gruppo Dimensione Maremma hanno portato in scena uno spaccato di lavoro tradizionale con vacche e cavalli scossi.

Una rappresentazione del lavoro che ha tenuto il pubblico francese con il fiato sospeso al punto tale che la stampa ha definito i cavalieri italiani: “ Le stelle del numero per la destrezza forgiata da secoli di tradizione”.

Fieri sui loro cavalli maremmani, gli ultimi veri cavalieri hanno nuovamente incantato e stupito il pubblico, quando insieme ai guardians hanno dato prova di pura poesia in libertà, con un’ improvvisato coup de scène in bianco, fatto con una razzetta di dodici giumente camarguesi e i loro puledri uniti alle giovenche maremmane, secondo il loro motto: “Quando il lavoro diventa spettacolo”.

Un villaggio camarguese, e uno maremmano, ognuno con le proprie tipicità: due recinti uno per le giumente e i tori, uno per i cavalli e le possenti vacche dalle corna a lira, sapori e specialità delle due terre palustri per dimostrare quanto, seppure con proprie identità, siano strette le similitudini di un comune linguaggio.

Un meticciamento etnico culturale affascinante, che si è espresso in modo esemplare durante il raduno equestre sulla riva del mare, che ha conciliato i più bei cavalli, vacche, vitelli e tori, liberi di gioire insieme in una coreografia naturale.

Ambra Famiani


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6 giugno, 2012

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