![]() Giuseppe Parroncini |
– Con la riduzione del personale e il blocco del turn over ormai la coperta è talmente corta che si strappa da tutte le parti. Basti guardare agli ambulatori med, dove la Regione Lazio, oltre a buttare soldi, si è messa anche a mentire: dati come attivi da maggio, a Belcolle solo da ieri i medici possono comunicare la propria adesione.
Ecco la panacea della Regione, la soluzione per cui è riuscita nell’impresa di trovare i soldi. Da una parte si chiudono i pronto soccorso congestionando quello di Belcolle, dall’altra arrivano gli ambulatori med, invece di investire risorse per la sostituzione del personale sanitario e garantire i servizi soprattutto in vista dell’estate, che peggiorerà una situazione già ora insostenibile.
Parlo di accorpamenti di reparti, taglio di posti letto, allungamento delle liste d’attesa e ospedali al collasso. Per le visite ortopediche e cardiologiche, per ecografie ed ecocardiogramma, ecografie pelviche e risonanze magnetiche le liste si stanno infatti allungando. Al Cup molte agende risultano perfino chiuse, come nel caso degli ecocolordoppler. E i pazienti sono costretti a rivolgersi ai privati.
Tutta polvere che la Polverini butta sotto il tappeto con i laboratori med. Sebbene a Belcolle il servizio non sia ancora partito sul sito della Regione va in onda una sorta di pubblicità ingannevole che lo sponsorizza fin da maggio. Ma solo da ieri al 25 giugno i medici di medicina generale possono comunicare la propria adesione al progetto pubblicato sul portale della Asl.
L’operazione vorrebbe servire da filtro per il pronto soccorso. Ma il sovraffollamento di quest’ultimo a Belcolle è la conseguenza della chiusura di servizi e presidi sul territorio. Ecco perché siamo di fronte a un insulto all’intelligenza, che Pipino non avrebbe dovuto accettare supinamente. Altrimenti per dire sempre sì tanto varrebbe mettere un commissario.
Giuseppe Parroncini
Consigliere regionale Pd
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