![]() Miranda Perinelli |
Riceviamo e pubblichiamo – Il 16 giugno a Roma si svolgerà la manifestazione unitaria che si sarebbe dovuta tenere il 2 giungo e rinviata per la grave catastrofe causata dal terremoto in Emilia Romagna che provocò la morte di diciassette operai.
I motivi per i quali si svolgerà la manifestazione sono gli stessi anzi direi aggravati, visto che provvedimenti alla risoluzione alla continua emorragia di posti di lavoro e di aziende che chiudono non ci sono stati.
Il tanto atteso “pacchetto per la crescita” del Paese è stato rinviato, ma il ministro Passera ha dichiarato che “ci ha messo la faccia” e quindi ci sarà. Quando? Non è dato di sapere, ma intanto gli italiani, quelli che producono, quelli che contribuiscono a tenere in piedi il Paese, saranno finiti perché continua inesorabile l’emorragia di posti di lavoro, di aziende chiudono, portando con se la povertà, la disuguaglianza, la disperazione.
Non fa ben sperare neanche l’ultimo episodio riferito agli “esodati” sui quali il ministro Fornero ne aveva previsti un sesto di quanti realmente sono, lasciandoli senza alcuna certezza economica dopo l’approvazione della riforma sulle pensioni, e obbligando tutti di lavorare fino a 67 -70 anni senza fare differenza tra chi svolge un lavoro che gli da questa possibilità e a chi no, stabilendo pertanto che chi non ce la farà, anche per aver perso intanto il lavoro sarà fuori da ogni possibilità di sostentamento, sarà uguale se non peggio all’esodato di oggi.
Ma non ci risulta risolutiva neanche la riforma del lavoro, per come era stata annunciata soprattutto per eliminare la precarietà, per dare più opportunità lavorative ai giovani che sono i veri dimenticati da una politica basata sul nulla, con niente competenza, e molta arroganza.
Chi si fosse illuso che le tre parole magiche del presidente del Consiglio Mario Monti pronunciate appena eletto, come un “manifesto di intenti” equità, rigore, e crescita ha avuto certamente una grande delusione, soprattutto perché l’equità non è stata messa in atto, la crescita neanche, il rigore si, e se ne sono accorti più di chiunque altri, il mondo che produce, i lavoratori dipendenti e pensionati.
Dunque sabato 16 giugno diremo questo al Governo, chiederemo che facciano in fretta a prendere decisioni per far ripartire la crescita e il lavoro perché le persone non ce la fanno più.
Per la partecipazione sono previsti pullman che partiranno da Viterbo dalla sede Cgil Via G. Saragat alle 7,30 e da Civita Castellana alle 8 (davanti stazione dei carabinieri).
Miranda Perinelli
Segretario Generale Cgil Viterbo
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