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Il garante dei detenuti interviene sui problemi organizzativi dei penitenziari

Marroni: “Il decreto svuotacarceri nel Lazio non funziona”

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Il carcere di Viterbo a Mammagialla

– Se in tutta Italia cominciano, pur se a fatica, a vedersi i primi benefici del “Decreto svuotacarceri”, nel Lazio, in netta controtendenza rispetto al resto della nazione, i detenuti continuano a crescere in maniera inarrestabile.

La segnalazione è del Garante dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni secondo cui, nelle 14 carceri della Regione, si è ormai prossimi alla soglia delle settemila presenze, oltre duemila in più rispetto alla capienza regolamentare.

Secondo i dati diffusi dal Dap, infatti, il 12 giugno i reclusi nel Lazio erano 6.922 (.482 uomini e 440 donne), quasi 100 in più rispetto solo ad un mese fa, quando i detenuti erano 6.837. Dall’inizio del 2012, il numero dei detenuti nelle carceri del Lazio è in costante aumento.

L’incremento di presenze dell’ultimo mese sarebbe da attribuire al trasferimento, nel Lazio, di numerosi detenuti provenienti dalla carceri dell’Emilia, a rischio dopo il grave sisma e le ripetute scosse si assestamento delle scorso settimane.

In provincia, situazioni difficoltose si registrano nelle carceri di Velletri, Frosinone e Civitavecchia, Viterbo, tutte ben oltre le 500 presenze, nonostante la capienza regolamentare sia di gran lunga inferiore. In particolare, gli istituti di Civitavecchia e Viterbo superano abbondantemente le settecento presenze,

A Roma, il sovraffollamento crea gravi disservizi a Rebibbia Nuovo Complesso, a Regina Coeli e a Rebibbia Femminile.

“Prima una legislazione che produce troppo carcere, poi il decreto svuota carceri che non funziona come dovrebbe e un giro di vite sulle misure alternative, adesso anche gli effetti collaterali del tragico terremoto dell’Emilia. Tutto – ha detto il il Garante dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni – contribuisce ad aggravare una situazione già estremamente delicata all’interno delle carceri del Lazio.

Uno dei momenti più difficili da passare in carcere è proprio l’estate, quando il caldo e il ridursi delle attività trattamentali e di svago, rendono insopportabili le celle. Speravamo di arrivare all’inizio dell’estate con un carico di detenuti più contenuto. Purtroppo così non è stato; ora ci prepariamo ad affrontare settimane davvero calde sotto tutti i punti di vista”.


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18 giugno, 2012

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