40 arresti - Una è la fidanzata di uno dei fratelli di Soriano nel Cimino, ritenuti dagli investigatori il "motore del sodalizio"
Gli arrestati Clicca sulle foto per ingrandire |

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 Il maresciallo Lonero, il capitano Gesmundo e il capitano Martufi |
 Il capitano Giovanni Martufi, comandante del nucleo investigativo |
 Il capitano Raffaele Gesmundo, comandante della compagnia di Viterbo |
 Il maresciallo Paolo Lonero, comandate della stazione di Soriano nel Cimino |
 I proiettili |
 Le sostanze dopanti |
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 La droga |
 Un bilancino di precisione |
 Alcuni assegni sequestrati |
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– Sono uscite dal carcere Dorathy Ike e Alina Mihaela Niturad.
Due delle donne arrestate nell’ambito della maxioperazione Drago, condotta dai carabinieri di Viterbo, sono tornate a casa da qualche giorno.
La prima, nigeriana residente a Corchiano, ha lasciato una settimana fa il penitenziario femminile di Civitavecchia, dopo l’istanza presentata dal suo avvocato Stefano Troiano, del foro di Roma.
L’altra, 23enne romena da anni residente a Orte, è agli arresti domiciliari. La ragazza è la compagna di Michel Barberio, il tatuatore sorianese ritenuto, insieme al fratello Django, il “motore” del presunto sodalizio sgominato dall’Arma viterbese.
40 le ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip di Viterbo. 23 i fermati tra Viterbo e provincia. Tre persone sarebbero ancora latitanti.
L’accusa principale è quella di spaccio di droga, cui si aggiungono, a vario titolo, furti, usura, estorsione, traffico di anabolizzanti, sfruttamento della prostituzione e violenza sessuale.
Per i Barberio è stata presentata un’istanza con motivi riservati al tribunale del Riesame, che non si è ancora pronunciato su un loro eventuale alleggerimento della misura. Stesso discorso per la fidanzata di Django, Janina Vasilescu, ancora detenuta al carcere di Civitavecchia.
Nei giorni scorsi, il Riesame avrebbe accolto le istanze di scarcerazione di alcuni avvocati, che assistono personaggi coinvolti marginalmente nell’inchiesta.
Almeno tre persone avrebbero ottenuto i domiciliari al posto del carcere. La maggior parte degli indagati, per ora, resta in attesa.
Per alcuni di loro è fissata un’udienza al Riesame all’inizio della prossima settimana.
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