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Grotte Santo Stefano - Il consigliere comunale del Pd Francesco Guancini interviene sui problemi dell'acqua nella frazione

Perché Micci non si preoccupa anche dell’arsenico?

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Francesco Guancini

Francesco Guancini

Riceviamo e pubblichiamo – Leggiamo sui giornali locali e altri organi di informazione che il consigliere Micci si fa portavoce dei disagi degli abitanti di Grotte Santo Stefano che giustamente lamentano, specie nei fine settimane, un flusso idrico scarso se non addirittura assente.

Gli siamo grati per aver sollevato il problema come è, d’altronde, suo dovere in quanto consigliere comunale e delegato del sindaco per la frazione di Grotte Santo Stefano, ma proprio per questo ci pare, la sua, una posizione poco chiara: da una parte si erge a paladino del popolo, dall’altra dimentica che fa parte della maggioranza che governa la città di Viterbo e, come tale, non si dovrebbe limitare alle denuncie della criticità ma dovrebbe fare la voce grossa perché il problema venga risolto al più presto con il coinvolgimento di sindaco e giunta.

Troppo facile arrogarsi il merito imponendo temi trionfalistici per la urbanizzazione della zona artigianale, peraltro sul tappeto da circa cinque anni e finanziata nel 2007 dalla giunta di centrosinistra della Regione Lazio, e allo stesso tempo tirarsi fuori dal problema dell’acqua come se fosse un comune cittadino.

Piuttosto il consigliere Micci dovrebbe dirci, sempre a proposito dell’acqua, cosa ha fatto l’amministrazione comunale per risolvere il problema dell’arsenico?

Perché a Grotte non sono state installate le “case dell’acqua” come promesso dall’assessore Arena nella seduta consiliare del primo aprile 2011?

Perché non dice ai grottani che la Regione Lazio non erogherà nessuno stanziamento per i dearsenificatori nelle località dove l’arsenico ha valore tra 10 e 20 migrogrammi/litro, come a Grotte Santo Stefano?

Perché non spiega che il deflluorizzatore installato dalla Talete alla fonte “Le Rocchette”, che alimenta la rete idrica grottana, non funziona e non abbatte i fluori i cui valori sono attualmente superiori a quelli consentiti?

Perché non racconta ai grottani che il sindaco nella seduta consiliare del 5 maggio 2012 ha dichiarato che alla data del 31 dicembre 2012 (tra sei mesi) dovrà emettere ordinanza di non potabilità dell’acqua nella nostra frazione?

Perché non si adopera a far monitorare la rete idrica di Grotte Santo Stefano, come da noi richiesto, parte della quale è costituita da vecchie tubazioni fatiscenti e parte in eternit che produce amianto che è cancerogeno?

Cosa racconterà agli imprenditori e commercianti che usano l’acqua potabile per uso alimentare (bar, pizzerie, ristoranti, panifici) che si ritrovano a essere “fuorilegge”, quando dovranno mettere mano al portafoglio per dearsenificare l’acqua nelle loro botteghe, continuando a pagare bollette recentemente aumentate come se l’acqua fosse potabile?

Tante domande, forse troppo difficili le risposte.

Allora è meglio interessarsi di qualche rottura ed avere dalla Talete risposte immediate relative alla sistemazione del danno. Ma i problemi gravi rimangono, tra sei mesi saremo costretti a comprare acqua minerale e, probabilmente, andare ad approvvigionarsi con il secchio, come ai tempi della guerra, a qualche “casa dell’acqua” installata in paese perché scartata dalla città di Viterbo.

Noi continueremo a batterci, come fatto finora, con interrogazioni, mozioni, interpellanze, con l’augurio di avere risposte adeguate che possano risolvere il problema.

E che Dio ce la mandi buona…

Francesco Guancini
Consigliere Pd


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22 giugno, 2012

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