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Viterbo - Il sindacalista del Lisiapp interviene dopo l'aggressione nel penitenziario di Mammagialla

Rasicci: “La detenzione dev’essere l’extrema ratio”

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Il carcere di Viterbo a Mammagialla

Riceviamo e pubblichiamo – La soluzione al problema del sovraffollamento non sta solo nell’edilizia penitenziaria, ma anche nell’applicazione e rafforzamento delle misure alternative al carcere, nella depenalizzazione di alcune condotte illecite minori, nel ridurre al minimo l’uso della custodia cautelare, nel prevedere un ampliamento delle sanzioni alternative al carcere immaginando pene diversificate già in sentenza, nell’introduzione nel nostro ordinamento della messa alla prova anche per gli imputati adulti.

Come organizzazione sindacale della polizia penitenziaria riteniamo che misure alternative al carcere diminuiscano di molto le tensioni interne tra detenuti e poliziotti penitenziari come l’episodio grave che ha visto nella struttura viterbese l’aggressione di tre agenti intervenuti per sedare una violenta lite tra due detenuti e che, sono stati presi a pugni e calci.

I tre poliziotti sono stati trasportati al pronto soccorso e hanno avuto prognosi di 25 e 20 giorni. Uno di tre, il più grave, ha ricevuto una testata allo zigomo, che gli ha procurato un ampio taglio. Un altro ha riportato la lussazione di un gomito, causata da un violentissimo calcio. Il terzo ha ricevuto un pugno al volto.

Tutto questo è inaccettabile, c’è bisogno che l’amministrazione Dap cominci a schierarsi come parte civile al fianco degli operatori nel processo contro questi vigliacchi che si rendono protagonisti di vili e gratuite aggressioni invece, i poliziotti vengono lasciati soli come se questi episodi non siano riconducibili al compito istituzionale. Quello di Viterbo non è nuovo ad episodi di aggressioni e tra l’altro il Mammagialla detiene il record negativo regionale per quanto riguarda la media tra detenuti presenti e personale in servizio.

Va ricordato al legislatore che il carcere deve essere una extrema ratio e non una discarica sociale dove si dimentica spesso chi vi lavora come gli uomini e donne della polizia penitenziaria e che detto lavoro è utile alla società poiché crea sicurezza. Basterebbe applicarle solo le leggi esistenti conclude il sindacalista.

Marco Rasicci
Lisiapp (Libero sindacato appartenenti polizia penitenziaria)


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19 giugno, 2012

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