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– Terminati i lavori, il Lions Club Viterbo riconsegna alla città uno dei simboli di maggior pregio e fascino.
Molti avranno notato la piccola impalcatura quasi al termine di Corso Italia, sorta pochi mesi fa.
Ora è il momento per il Lions Club Viterbo di riconsegnare alla vista della città le iscrizioni di quella che comunemente viene chiamata Porta Sonza, dopo la delicata ripulitura e l’opera di mantenimento conservativo.
Martedì sera 26 giugno, alle 21, alla presenza del sindaco Giulio Marini una delegazione del club viterbese, con il presidente Mauro Busti, scoprirà le iscrizioni “ripulite dall’imbrunire del tempo” che, inizialmente collocate sull’antica Porta Sonza furono poi, a quanto attestano i documenti storici, essere stati collocate, durante un restauro del 1558, sopra un fontanile pubblico oggi non più esistente.
L’epigrafe, comunemente ascritta al XII secolo, come tra l’altro rivelerebbe l’uso dell’alfabeto misto romanico e gotico maiuscolo inciso sul marmo, riporta la seguente traduzione:
“Mi chiamo Sonsa, porta di Viterbo la splendida
grande il mio nome, eterni i miei privilegi
chiunque sia gravato da condizione servile
se mio cittadino si faccia, sia considerato uomo libero
il sommo imperatore Enrico mi concesse questo privilegio
anno 1095 dell’incarnazione del Signore questa porta iniziò ad essere
costruita essendo papa Pasquale ed Enrico imperatore
fu portata a compimento al tempo di papa Eugenio costruttori furono
Raniero Mincio e Pietro per deliberazione dei consoli e di tutto il popolo
Gottifredo detto i versi e Rollando li scolpì”.
Grazie all’impresa Primo Concordia sarà possibile ammirare nuovamente le iscrizioni che sono comunque il frutto di trascrizioni, restauri e modifiche subite dall’epigrafe nell’arco dei secoli.
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