– Buoni propositi per il nuovo anno: conservare il proprio posto di lavoro. Impegno non facile, soprattutto quando non dipende dalla propria volontà.
Come quello che sta accadendo a sei dipendenti del Cev, finiti da tempo con altri colleghi in cassa integrazione.
La società comunale è in fase di liquidazione, seppure non si sappia quando avverrà la chiusura definitiva. Si sa invece, quando i sei cassaintegrati si troveranno senza impiego e senza sostegno economico: il 31 dicembre prossimo.
Se per allora da palazzo dei Priori non arriveranno segnali, si andranno ad aggiungere alla triste lista di coloro i quali si sono ritrovati nella Tuscia senza impiego. Ipotesi da scongiurare. Se possibile.
Per questo Ottavio Raggi e Sergio Insogna, consiglieri rispettivamente Pdl e Pd hanno presentato un’interrogazione per avere chiarimenti e fare pressione nei confronti della maggioranza.
“A oggi sono rimasti solo loro sei – spiega Raggi – mentre una parte delle persone in cassa integrazione dovrebbe essere riassorbita dalla ditta vincitrice dell’appalto per la nettezza urbana e un’altra da quella del bando per l’illuminazione”.
I lavoratori, d’età compresa tra 40 e 50 anni, non sono rimasti con le mani in mano.
“Due erano pronti a entrare in Francigena pure come autisti”. Ma serviva un corso di riqualificazione, mai fatto, e la società, pur rendendosi disponibile all’assorbimento, ha dovuto fare i conti con la mancata copertura finanziaria.
Si sono anche proposti per essere assorbiti nel servizio Igiene Urbana, visto che da quando è stato predisposto il bando, l’organico è calato di due unità.
“Ci siamo anche posti il problema sul criterio adottato per la collocazione in cassa integrazione – osservano Raggi e Insogna nell’interrogazione – non basandosi sull’anzianità di servizio, dal momento che tra i sei in odore di licenziamento ci sono dipendenti assunti molto tempo prima di altri, inseriti nel personale dell’igiene urbana”.
Giuseppe Ferlicca
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