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Comune - Il gruppo del Pd in consiglio comunale interviene sulla crisi della giunta Marini

Una maggioranza dannosa per la città

di Paola Pierdomenico
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Il capogruppo del Pd Ugo Sposetti

Il capogruppo del Pd Ugo Sposetti

Il segretario comunale del Pd Alvaro Ricci

Il segretario comunale del Pd Alvaro Ricci

La consigliera comunale Linda Natalini

La consigliera comunale Linda Natalini

Il consigliere Francesco Serra

Il consigliere Francesco Serra

Il consigliere Mario Quintarelli

Il consigliere Mario Quintarelli

Il consigliere Fabrizio Fersini

Il consigliere Fabrizio Fersini

Il gruppo del Pd in consiglio comunale

Il gruppo del Pd in consiglio comunale

Il gruppo del Pd in consiglio comunale

– “Una maggioranza che non si tiene in piedi”.

Il gruppo del Pd in consiglio comunale punta il dito contro la squadra di Palazzo dei Priori. Le beghe interne al Pdl bloccano l’attività di governo. La città è allo sbando e ormai passata in secondo piano. Per il Pd è ora di finirla.

Dopo le recenti vicende in consiglio con le sedute andate a vuoto, Marini, per il gruppo guidato da Ugo Sposetti, deve prendere atto di non essere più sostenuto dalla sua maggioranza e deve discuterne in consiglio. Non nelle sedi di partito.

“Dopo due sedute del consiglio andate a vuoto per responsabilità della maggioranza – esordisce il capogruppo Sposetti -. I cittadini devono essere informati. Sono mesi che il consiglio comunale si svolge con ordini del giorno stiracchiati. Senza idee e senza un progetto su come arrivare a fine legislatura. Le liti e gli scontri interni al Pdl di cui il sindaco è anche coordinatore si riversano sull’assise comunale“.

Per Sposetti le polemiche non devono essere trasferite nell’assemblea. “Il danno maggiore è il blocco di governo. A rimetterci è la città. In tutto questo, mi chiedo che intenzioni abbia il sindaco. Marini è stato fortunato finché ha avuto appoggi esterni. Senza le reti di protezione della politica nazionale però sono emersi tutti i limiti politici e di governo. In quattro anni non è stato fatto niente. Non c’è stata una realizzazione”.

Il problema per Sposetti è come arrivare a fine legislatura. “Siamo preoccupati perché la maggioranza non si tiene in piedi. Se a questo si sommano le inchieste giudiziarie a carico di alcuni amministratori comunali, ci chiediamo se sarà possibile arrivare al 2013. Se continua così non penso proprio”.

Il sindaco è rimasto solo, secondo il Pd. “Sono settimane che Marini minaccia le dimissioni, ma ultimamente la maggioranza non ha fatto quadrato intorno a lui, anzi. Il sindaco deve prendere atto che la sua maggioranza non lo sostiene più e deve aprire una discussione all’interno del consiglio e non nelle sedi di partito“.

Il vice capogruppo del Pd, Alvaro Ricci, passa a elencare i fallimenti più evidenti della maggioranza. “E’ una crisi che di politico ha ben poco – afferma Ricci-. Le discussioni sono tutte concentrate sull’azzeramento della giunta e sugli assessori”.

Rìcci entra poi nel vivo. “Le divisioni nella squadra di Marini sono evidenti. L’Itet è ferma grazie alla nostra opposizione sostenuta anche da parte della maggioranza che ha bloccato questa ambizione del sindaco Marini. Posizioni diverse tra gruppi di maggioranza e giunta sono anche sul recupero di Sallupara.

Il problema più serio resta però il bilancio. “Il rendiconto dell’esercizio 2011 è il fallimento più evidente di questa amministrazione. Un fallimento che va avanti da anni. Una situazione simile infatti si è presentata anche lo scorso anno, in cui si è mantenuto l’equilibrio in maniera poco credibile”.

Tanti i problemi e gli sprechi. “Si è registrato un crollo totale delle entrate che si aggira intorno al 60 per cento con un blocco totale dell’edilizia – spiega Ricci -. Altra questione è quella del Cev che doveva chiudere nel 2009. Sono passati tre anni e la società sta lì e perde per la sua normale attività 400mila euro. Ogni anno che passa buttiamo al vento questi soldi e non si capisce il perché”.

Poi il serizio idrico integrato. “Il comune di Viterbo ha in bilancio 5 milioni di credito nei confronti di Talete che potrebbero rappresentare un ammanco di cui non si è mai discusso in questa assemblea. Per non parlare poi delle opere incompiute come la scuola di Santa Barbara, il teatro dell’Unione e strada Pontesodo“.

L’ultimo atto, per Ricci, sono le Terme Inps. “Ieri è stato firmato l’atto di cessione davanti a un notaio, in base al quale il 50% della proprietà è della Regione e il 50% del Comune. Decisione già stabilita dalla giunta Marrazzo. Si sono persi tre anni inutilmente. E’ un ritardo gravisimo”.

Gravi anche le mancate revisioni catastali e le aree edificabili non censite. “A Viterbo ci sarebbero oltre seimila case popolari senza impianti di riscaldamento e altre duemila sarebbero senza bagni. E’ evidente che su queste non sono state fatte revisioni catastali e per questo abbiamo un minore gettito di Ici/Imu con una conseguente diminuzione delle entrate. Lo stesso si può dire per le aree edificabili che non sono state censite”.

A peggiorare la situazione, infine, l’ampliamento della giunta, passata a dieci assessori. “Alla luce di tutto questo – conclude Ricci -, mi auguro che, la maggioranza non abbia votato il bilancio solo perché un po’ se ne vergogna“.

Dello stesso parere anche Linda Natalini per cui la maggioranza si è afflosciata su sé stessa per le conflittualità fra le diverse anime interne al Pdl. D’accordo anche i consiglieri Francesco Serra e Mario Quintarelli per cui il bilancio non è stato approvato solo perché la discussione dell’assise si è spostata sulle beghe politiche, sottovalutando totalmente i problemi della città.

Sulla stessa linea anche il consigliere Fabrizio Fersini che ha elencato alcune gravi mancanze dell’amministrazione Marini, tra cui la scarsa attenzione alle politiche giovanili, ai casi di povertà, al regolamento per la consulta dell’handicap, alle politiche della famiglia e a quelle culturali.

Tante critiche, ma poche le alternative proposte all’incapacità amministrativa della giunta Marini evidenziata dal gruppo del Pd. Alla domanda di un giornalista che chiedeva, a fronte di questa situazione, quale fossero le idee e le proposte del Pd, il capogruppo Sposetti ha tentato di rispondere, senza riuscirci. Primo caso nella storia della politica mondiale. Ha farfugliato qualcosa ma senza troppa convinzione. Ribadendo quanto già detto da ogni singolo consigliere del Pd. Tentando di salvarsi in corner.

Tutto porterebbe a pensare che a oggi la città non ha una alternativa di governo alla giunta Marini.

Paola Pierdomenico


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28 giugno, 2012

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