![]() Bolsena |
Riceviamo e pubblichiamo – Stupiscono ancora una volta, anche se purtroppo in negativo, le decisioni e le parole del presidente della Regione Polverini e del nostro sindaco Dottarelli.
Capiamo bene l’imbarazzo di quest’ultimo a proposito della vicenda arsenico, sulla quale l’amministrazione comunale non ha mai speso parole di chiarezza e forse, proprio per questo motivo, ha impiegato ben quattro mesi per rispondere alla interrogazione proposta dal consigliere Pd Bordo in merito ai provvedimenti per rendere sicura e potabile l’acqua delle nostre case.
Quattro mesi per partorire il niente, o meglio per sentirsi rispondere ciò che tutti immaginavano.
Ancora una volta, infatti, a rimetterci saranno tutti i cittadini che, per la Regione Lazio, dovranno coprire i costi dei dearsenificatori con aumenti sulle bollette dell’acqua.
La scelta appare incredibile alla luce di diverse circostanze.
Innanzitutto il costo per l’installazione dei dearsenificatori risulterebbe minimo per il bilancio regionale; inoltre tale decisione appare ancora una volta colpire il territorio della Tuscia che, di fatto, è l’unico che per ragioni naturali soffre il problema dell’arsenico nell’acqua.
Non si capisce dunque a cosa servano i numerosi rappresentanti del nostro territorio ai piani alti dell’amministrazione regionale: in primo luogo l’assessore Birindelli e il neocapogruppo Pdl Battistoni.
Peraltro la completa stasi di Comune e Regione, nonostante le ripetute interrogazioni e i solleciti del Pd, sembra portare direttamente ad una mancata potabilità dell’acqua a partire dal primo gennaio 2013, considerato che non appare realistico poter portare a termine eventuali procedure per l’installazione di dearsenificatori entro quella data.
Sono facilmente immaginabili, ancora una volta, tutti gli enormi disagi, anche economici, che dovranno sopportare i cittadini e le attività produttive.
Circolo del Partito democratico di Bolsena
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