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Politica - Ieri il primo incontro di Solidarietà cittadina il movimento dei 55 fuoriusciti del Pd

Basta con la politica della casta!

di Paola PIerdomenico
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Maria Immordino

Maria Immordino

Il pubblico

Il pubblico

Carlo Mezzetti

Carlo Mezzetti

Wilma Usai

Wilma Usai

– “Sarà dura ma abbiamo le possibilità”.

La sfida alle comunali non li spaventa. Sono consapevoli delle difficoltà, ma non si rassegnano. Anzi, ieri hanno organizzato il primo incontro pubblico per presentarsi e per presentare la lista civica Solidarietà cittadina.

Un movimento nato dopo la fuoriuscita dal Pd dei 55 iscritti stanchi e amareggiati da una dirigenza locale che non funziona, non ascolta e che spesso “manca di rispetto”. Per loro era arrivato il momento di cambiare le cose. E così è stato.

Sono delusa, ma non rassegnata – dice Maria Immordino -. Credo ancora nella politica usata per la gente e non quella degli interessi personali“.

Per la Immordino è ora di farla finita con la politica della casta. “Basta con questa politica per pochi. La gente non viene considerata e i partiti sono impegnati a parlare tra di loro. A livello nazionale e non solo. Anche a Viterbo non si sa bene dove inizia il potere di chi governa la città e quello dell’opposizione. Sembrano tutt’uno”.

Nel nuovo movimento tutto ruoterà intorno ai cittadini. “Ci presenteremo alle comunali con un programma fatto sulla base dei bisogni delle persone. Esigenze che cercheremo di soddisfare per sviluppare la città e togliere a Viterbo quella patina papalina che si porta dietro da anni. La gente non sopporta più i dirigenti e i rappresentanti politici perché si dovevano comportare meglio. E’ ora di smetterla con la politica dei bluff“.

La lista ha messo a punto alcuni temi che andranno a costituire il programma. “Al primo posto c’è il lavoro. Ci metteremo in contatto con le forze economiche del territorio per individuare le loro esigenze e sviluppare la città”.

Irrinunciabili anche la riapertura delle ex Terme Inps e la promozione della democrazia partecipata. “Non ci saranno presidenti o segretari, né persone che comandano e altri che obbediscono. Siamo tutti uguali e le decisioni saranno prese insieme, ascoltando i cittadini che sui problemi di Viterbo ne sanno più di tutti“.

Spazio anche all’informatizzazione delle attività comunali e alla promozione del turismo e della cultura. Non mancheranno la gestione pubblica dell’acqua, il risparmio energetico e il supporto alle associazioni di volontariato.

“Avremo sicuramente difficoltà nel farci strada – dice la Immordino -. La gente purtroppo guarda sempre al passato e al vecchio, ma ci vogliamo provare. Andiamo avanti perché tanto peggio dei partiti non possiamo fare“.

Più ottimista Franco Marinelli. “Dobbiamo avvicinare gente adatta e in gamba. Abbiamo molte possibilità”.

Marinelli però non risparmia qualche frecciatina. “Quando ho fatto la lettera per spiegare la mia fuoriuscita dal Pd non mi riferivo solo ai segretari comunale e provinciale. Parlavo soprattutto dei tre “papaveri grossi” che adesso da Roma scaricano le responsabilità sui loro bambocci. Per me sono loro ad avere la colpa più grande nella gestione del partito, anche se chi ubbidisce e basta non è certo meglio”.

Per Marinelli, il coinvolgimento delle persone, farà la differenza. “La lista avrà successo – conclude ottimista – perché è una lista diversa, per la gente. Non dobbiamo fare miracoli, ma solo quello che un partito vero dovrebbe fare. Abbiamo molte possibilità”.

In linea con le idee dei fuoriusciti Carlo Mezzetti che pochi giorni fa si è dimesso dall’assemblea comunale insieme ad altre 12 persone. “Da un anno abbiamo chiesto le primarie – esordisce -. La frana a cui assistiamo oggi, noi l’avevamo intravista da tempo. Se ci avessero dato retta probabilmente ora non saremmo a questo punto. Ci sarebbe un Pd rafforzato“.

Per Mezzetti continua a mancare la discussione interna al partito. “Ci saranno i soliti noti del Pd e i soliti noti dell’Udc che insieme tracceranno il perimetro di un accordo elettorale al quale, invece, avremmo voluto partecipare. Oggi il Pdl è in indebolito e il Pd persegue alleanze con Udc e Sel che sono antiestetiche. Accordi che sanno di vecchio e che preluderanno a risultati elettorali imprevisti e imprevedibili”.

Mezzetti quindi strizza l’occhio al movimento. “Vediamo che succederà nei prossimi mesi. Io, e penso di parlare anche per gli altri dodici dimissionari, sono aperto a ogni eventualità. Siamo vicini ai 55 fuoriusciti perché nella loro lettera hanno detto cose vere. Sono persone perbene che hanno fatto sempre politica perché ci credevano e guardiamo loro con simpatia e amicizia”.

Paola Pierdomenico


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25 luglio, 2012

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