![]() Umberto Fusco di Lega Federalista |
– Umberto Fusco, delegato per il Comune di Viterbo al Termalismo, entusiasta per quanto scritto dal prestigioso giornale inglese The Guardian a proposito delle terme viterbesi.
Un ampio e dettagliato reportage a firma di Lee Marshall definisce la Tuscia come tappa obbligata tra le dieci migliori cose da vedere nella regione Lazio.
“Una delle gioie di questa storica cittadina – scrive Marshall – è l’abbondanza di fonti calde perfette per una sguazzata ricostituente. Un vero e proprio must – continua il giornalista britannico – dell’intera regione è il Bagnaccio dove le piscine sono state ricavate nell’argilla bianca e sono circondate da un paesaggio bucolico che non sembra cambiato molto dal periodo degli etruschi”.
“Quanto ho appreso dalla stampa locale – così Fusco -, riguardo a questo servizio de ‘The Guardian’ mi riempie di orgoglio e mi entusiasma. Se uno dei templi del giornalismo mondiale decide di spendere inchiostro e carta per raccontare agli inglesi questa nostra terra e queste nostre terme vuol dire che fino a oggi abbiamo capito poco.
Il turismo – continua – e in particolar modo il turismo termale sono la risposta che Viterbo può trovare a questa maledetta crisi e al problema grave della disoccupazione giovanile. Serve investire, servono soldi pubblici e privati e la costituzione di una seria cabina di regia. Dobbiamo lavorare tutti insieme per svegliare dal letargo questa bella addormentata che è Viterbo. Ci credo, gli uomini di Lega Federalista ci credono. Chiediamo ai cittadini di condividere questo nostro sogno e di sostenerci in ogni modo. Viterbo Terme, questo deve essere l’obiettivo del nostro presente. Stiamo indicando questa via con grande convinzione perché siamo convinti sia quella giusta.
Nei periodi di grande confusione, come quello attuale – conclude -, è di vitale importanza darsi obiettivi e costruire strategie per concretizzarli. Vogliamo fare questo perché crediamo nella possibilità del benessere per tutti in questo angolo fortunato di mondo che è la Tuscia. Il termalismo e il suo successo può essere il cardine intorno a cui andare a concretizzare gran parte delle occasioni mancate in questi ultimi decenni: penso per esempio alla Fiera di Viterbo come realtà espositiva e centro congressi. Dal termalismo e dal suo indotto sono convinto arriverà anche la spinta per tirare fuori il Viterbese dall’handicap infrastrutturale di cui è schiavo”.
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