Riceviamo e pubblichiamo – Il piano di riorganizzazione delle Poste, che prevederebbe la riduzione di orario per alcuni uffici e addirittura la chiusura delle sedi considerate “anti economiche”, è una notizia che non avremmo voluto sentire e che naturalmente non ci trova d’accordo.
Già in passato nell’ottica di riorganizzazione aziendale, fu ridotto l’orario del nostro ufficio postale creando disagi agli utenti ma anche alla stessa realtà locale.
Ora veniamo a sapere che sarebbero a rischio chiusura molte sedi in tutta Italia comprese quelle di Tessennano e Proceno (i comuni più piccoli della provincia di Viterbo).
Considerato che nei piccoli centri spesso l’Ufficio Postale è uno dei pochi servizi pubblici presenti, un presidio importante, la cui chiusura creerebbe numerosi disagi soprattutto per gli anziani, che in questi casi rappresentano la maggioranza della popolazione, i quali vivendo spesso da soli e non avendo mezzi di trasporto, considerata anche l’insufficienza di collegamenti pubblici, non potrebbero usufruire di servizi essenziali, come la riscossione della pensione o il pagamento di bollette e sarebbero costretti a viaggi forzati verso banche di altri paesi.
Va inoltre aggiunto che nel Comune di Tessennano, mancando sportelli bancari e finanziari l’ufficio di Poste italiane svolge un ruolo di importanza sociale e quindi un servizio fondamentale soprattutto adesso, che secondo quanto stabilito dal “Decreto Salva Italia”, non possono più essere eseguiti pagamenti o pagate pensioni in contanti sopra i 1000 euro. Per questo molti anziani sono stati costretti ad aprire conti correnti alle Poste.
Considerando inoltre che le amministrazioni dei piccoli Comuni sono ogni giorno impegnate a contrastare lo spopolamento cercando di rendere vivibili i paesi anche tramite il mantenimento con mille difficoltà almeno dei servizi essenziali,
visto che Poste Italiane SPA è comunque una società di proprietà del Ministero dell’Economia e delle Finanze che avrebbe ricevuto dallo Stato pare circa 300 milioni di euro nel 2011 affinché assicurasse il servizio su tutto il territorio nazionale, e che non può perciò seguire le logiche del profitto valide per una azienda privata.
Riteniamo gravissima, qualora confermata, la decisione di Poste Italiane di chiudere l’ufficio postale di Tessennano e di altri Comuni, sospendendo un servizio fondamentale in paesi già fortemente penalizzati dalla mancanza di altri importanti servizi pubblici, andando così ad aggravare il processo di abbandono cui sono soggetti molti di questi piccoli ma bellissimi centri. Paesi che così rischiano il degrado sociale o peggio la fine.
Chiediamo quindi che lo Stato non abbandoni i piccoli Comuni, che Poste Italiane possa coinvolgere nelle proprie decisioni sindacati, enti locali e la Regione, escludendo soluzioni miopi che penalizzino il servizio pubblico, gli utenti e le stesse realtà locali.
Milena Piermaria
Sindaco di Tessennano
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