![]() L'incendio a Torrevaldaliga Nord |
![]() La centrale di Torrevaldaliga Nord a Civitavecchia |
– Un incidente dovuto a un corto circuito interno.
Così viene definito l’incendio alla centrale elettrica Torrevaldaliga Nord di Civitavecchia dell’agosto 2011.
Lo scrive l’Enel in una nota all’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), e lo riporta il Rapporto 2011 dell’Osservatorio ambientale della centrale di Civitavecchia.
L’organo, fortemente voluto dalla Regione Lazio e costituito nel marzo 2010, ha la funzione di controllare le ricadute della centrale sull’ambiente, informando in proposito i cittadini con un rapporto annuale.
Una parte di quello dell’anno scorso è dedicata all’incendio al trasformatore nell’estate 2011. Il rogo del 26 agosto, intorno al trasformatore 2Tp1 della centrale civitavecchiese, sarebbe stato causato da un'”avaria interna al trasformatore stesso e originata da un cedimento improvviso nella parte in alta tensione del trasformatore”. Queste le conclusioni dell’Enel che, su richiesta dell’Osservatorio regionale, ha stilato una relazione per ricostruire la dinamica dell’incidente. Relazione pubblicata nel rapporto 2011.
Le fiamme sono divampate nel trasformatore alle 10,34 del 26 agosto 2011. Tredici minuti dopo i vigili del fuoco erano già al lavoro per cercare di domarle, mentre una nube di fumo fuoriusciva dalla ciminiera e arrivava fino al lido di Tarquinia.
“Già dalle ore 13 circa – continua la relazione dell’Enel – la situazione risultava sotto controllo e i fumi ormai di colorazione bianca testimoniavano la presenza prevalente di vapore acqueo rispetto ai prodotti della combustione di olio dielettrico. Il trasformatore è stato comunque mantenuto sotto il controllo dei vigili del fuoco, che hanno continuato nell’azione di raffreddamento del macchinario e alle ore 12 circa del 27 agosto hanno dichiarato chiuso l’intervento, ritirando le squadre e i mezzi”.
Dalle analisi dell’Arpa risulta un basso livello di contaminazione sia dell’aria che dell’acqua. Né sembrerebbe che l’incendio “abbia interessato materiali (olii) precursori di diossine”, ossia che emettono diossina se bruciati. Ma non è escluso, continua il rapporto dell’Osservatorio, che il trasformatore “abbia mantenuto una lieve traccia di sostanze pericolose”.
Il protocollo di emergenza, comunque, è scattato subito. Con tutti i limiti del caso, dal momento che, fa notare il rapporto dell’Osservatorio, “allo stato attuale non sono previste nell’Aia (Autorizzazione integrata ambientale) specifiche azioni finalizzate al controllo di apparecchiature elettriche quai i trasformatori di potenza al fine di prevenire incidenti analoghi”.
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