![]() Giuseppe Parroncini all'iniziativa di Tuscania |
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“Tuscania come Modena: le sue chiese romaniche potrebbero diventare patrimonio dell’umanità”. L’iniziativa si chiamava “Per una città del turismo. Proposte e idee per lo sviluppo e la valorizzazione del patrimonio storico, naturalistico e ambientale”: e la proposta è arrivata da parte del consigliere regionale Giuseppe Parroncini, che ha puntato tutto sull’avvio di un percorso con l’Unesco.
Ieri nella sala convegni comunale l’incontro organizzato dal circolo locale del Pd: a introdurre i lavori il segretario Luigi Pinacoli, quindi gli interventi di Marco Quarantotti, presidente di Vivi Tuscania, Armando Cirillo, responsabile nazionale Turismo del Pd, Anna Maria Salaparuta di Assotuscania e Sandro Celli, assessore al Turismo del Comune di Tarquinia. A coordinare gli interventi, la giornalista Valeria Sebastiani.
“Tuscania – ha detto Parroncini – ha due bellissime chiese romaniche del 1100 e 1200 sulle quali non teme concorrenza. In Italia abbiamo 46 siti Unesco, 3 dei quali nel Lazio, che comprende anche quello di Tarquinia sugli etruschi. Solo Modena vi rientra però per le chiese romaniche: io volerei alto, ci proverei, perché il riconoscimento potrebbe veramente cambiare le sorti di questo territorio”.
Contrariamente al tema degli etruschi, dove Tarquinia è forte proprio del marchio Unesco, in questo campo Tuscania è molto competitiva. “Perché dunque non presentare una candidatura sulle chiese di San Pietro e Santa Maria Maggiore? Smuoverebbe il torpore di questi ultimi anni, darebbe un obiettivo e farebbe da traino per turismo ed economia. Anche perché, duole dirlo – ha continuato Parroncini – Tuscania era molto più qualitativa qualche tempo fa”.
Quindi bisogna rimboccarsi le maniche, poiché non si può contare nemmeno sulla Regione Lazio. “Sull’arsenico non interviene e non si può pensare certo a una città turistica che va avanti con le fontanelle dell’acqua. Ha pure tagliato tutti i fondi dei Grandi attrattori degli etruschi, che comprendeva anche Tuscania. Punterei quindi decisamente sul percorso Unesco – ha concluso Parroncini – ma occorre che ognuno faccia la propria parte. Insomma, il sasso nello stagno è stato lanciato, ora vediamo se si smuove qualcosa”.
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