![]() Franco Marinelli |
Riceviamo e pubblichiamo – Potrebbe dispiacere a qualcuno, ma siamo più di 55.
Non si tratta infatti solo della delusione di iscritti finora apertamente schierati, ma anche dello sconcerto espresso da quei simpatizzanti che avevano sottoscritto il documento con cui riconsegnavamo le nostre tessere ai nostri dirigenti.
Nessuno ne ha parlato, ma si tratta di un consenso molto più vasto di quanto noi stessi potessimo pensare ed è una verità che del resto emergerà alla scadenza del tesseramento 2012.
Senza contare che da incontri fatti, da telefonate ricevute in seguito è emersa poi una vera catastrofe, quella di un Partito democratico locale portato a una situazione limite da chi lo ha finora diretto.
Una verità che non mi fa stare bene. Al contrario di quello che qualcuno potrebbe pensare. Come potrei, del resto, essere soddisfatto nel vedere ridotto quasi all’antipolitica, al pari di quello che succede in altri ambienti, l’impegno per un partito (era solo un partito?) che aveva preso così gran parte del mio tempo.
Non posso non ricordare le belle giornate passate nel circolo “Di Vittorio”, poi “Gemma Piacentini”, che ho sempre curato di tener aperto, anche nelle feste comandate. Né posso dimenticare i momenti di svago, le gite, le feste.
Ascoltare, capire, stare in mezzo alla gente, non escludere nessuno erano gli scopi che ci eravamo dati. Ricordo l’entusiasmo suscitato dalle prime primarie. Ora è come se vedessi quasi esaurirsi ed essere dimenticate quelle finalità, quelle per cui tanti iscritti e simpatizzanti arrivavano a considerare il partito come un amico.
Così non posso non provare rancore verso chi ha portato alla deriva attuale.
Non sarei voluto più entrare in questo contesto di polemiche. Ci sono state però alcune affermazioni fatte nei miei confronti che mi hanno spinto a prendere di nuovo la parola.
Alcune di queste sono state senz’altro di stima e di ciò ringrazio. Altre invece non le posso accettare. Ad esempio devo respingere con forza che la mia, la nostra iniziativa fosse già progettata, programmata da tempo, per chissà quale ambizione personale, per protagonismo.
Non ci sarà alcuna scalata al potere da parte mia, lo garantisco. Il soggetto che nascerà, inoltre, sarà totalmente democratico, partecipativo, trasparente. Le decisioni si prenderanno insieme.
E voglio far presente, a chi mi chiede di ripensarci, che non mi è possibile. Spero si possa comprendere facilmente che decisioni come la mia non sono di quelle che si prendono per stupida leggerezza, ma solo dopo una sofferta meditazione. Per capirci meglio, dirò che negli ultimi mesi specialmente sono avvenuti episodi che mi hanno fatto considerare la mia iscrizione al partito democratico quasi una sorta di complicità.
Qualche cosa va detta anche sui famigerati “55”. Hanno tutti una storia di lotta per i diritti e per l’eguaglianza di tutti.
Voglio solo citarne alcuni. Marcella è stata la responsabile per l’Udi di Viterbo.
Costantino è un contadino che da sempre lotta contro lo strapotere di alcuni politici locali che, guarda caso, sono gli stessi oggi come ieri. Sergio è stato responsabile per anni della sezione più numerosa della città.
E ne potrei elencare tanti altri, ma voglio finire qui, scusandomi se mi sono dilungato troppo. Volevo solo essere esplicito fino in fondo. Ancora un’ultima notizia in esclusiva.
La lista civica che presenteremo per l’elezione del futuro sindaco di Viterbo, a concludere questo nostro percorso, si chiamerà “Solidarietà cittadina”.
Franco Marinelli
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