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Tuscania - Il sindaco sull'emergenza arsenico

Natali: “Serviva più aiuto da parte della Regione”

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Riceviamo e pubblichiamo – Si è tenuta il 26 luglio in Regione la conferenza dei sindaci per discutere del problema “Arsenico”. Il Comune di Tuscania è stato inserito di diritto, avendo sorgenti acquifere con valori di arsenico superiori ai 20 mcg/l, tra quelli che beneficeranno della prima fase di interventi di installazione di dearsenificatori. Quindi uno degli impianti, (quello che verrà installato nei pressi dell’acquedotto in località Quercette), necessari al Comune per rendere l’acqua potabile, sarà completamente a carico della Regione Lazio.

Per l’altro, quello in località San Savino, il discorso è diverso. La Regione ha messo a disposizione dei Comuni la cifra di 6 milioni di euro che andranno ripartiti proporzionalmente tra tutti. Una cifra piccola che di fatto rende la spesa totalmente a carico delle casse comunali. L’amministrazione comunale ha già stanziato 600.000 euro in Bilancio per coprirla che dovranno essere finanziati con un mutuo.

L’emergenza arsenico è un problema di stringente attualità.  La Regione è in notevole ritardo con i tempi di adeguamento dei parametri di potabilità richiesti dall’Unione Europea nei quali dovremo rientrare entro il 31 dicembre. Una eventuale proroga è fuori discussione. In conferenza ho sollecitato l’ingegner Maggi, dell’ufficio Ambiente Regionale, a risolvere al più presto la situazione del nostro Comune. Non possiamo attendere oltre. Uno dei dearsenificatori che dovranno essere installati a Tuscania è a totale carico della Regione Lazio, ma bisogna far presto.

Sicuramente i lavori slitteranno oltre l’inizio del nuovo anno ed il nostro Comune, come tutti gli altri che si trovano ad affrontare lo stesso problema, sarà costretto ad emettere ordinanza di non potabilità”. Oltre alla cattiva notizia sul ritardo dei lavori per l’installazione del dearsenificatore delle Quercette, quello che è emerso chiaramente nella conferenza dei sindaci è che mancheranno gli aiuti economici per risolvere definitivamente il problema di tutti i Comuni della Regione. Tuscania necessita, come abbiamo già spiegato, di ben due dearsenificatori .

L’altro sarà totalmente a carico nostro, tranne un piccolissimo aiuto che arriverà dalla ripartizione dei 6 milioni di euro. Il Comune si farà carico della spesa ed è nostra intenzione procedere al più pesto con i lavori. Per venire incontro alle nostre richieste, la Regione Lazio ha incaricato l’ Università “La Sapienza” di monitorare le fonti interessate dal problema e di sviluppare un progetto unitario di interventi che dovrebbe portare all’approvazione dei progetti preliminari di installazione in conferenza dei servizi ala presenza dei sindaci , quindi all’inizio dei lavori prima delle definitive approvazioni, evitando le lungaggini burocratiche alle quali si va incontro in questi casi.

Ora il passo più importante ed urgente è quello di convocare entro la prossima settimana una conferenza dei capigruppo in Comune per discutere come fronteggiare le spese di manutenzione e gestione che l’impianto di dearsenificazione, che andremo a sostenere con le finanze comuni, comporta.

Mi duole profondamente constatare come, anche con un commissariamento in atto, la Regione non riesca a fronteggiare l’emergenza arsenico con la solerzia che ci saremmo aspettati. Ho personalmente proposto, lanciando una provocazione, che dal momento che la spesa per l’installazione dei dearsenificatori avrebbe dovuto essere sostenuta dalla Regione Lazio ( e invece ci si chiede di “sborsare” 600.000 euro) e che il Consiglio Regionale è composto da tutte le forze politiche rappresentanti i diversi Comuni, qualora i finanziamenti promessi vengano a mancare sarebbe opportuno che i consiglieri regionali dimostrino in maniera concreta quello che proclamano a parole e diano un segno tangibile di interesse al territorio, rinunciando alle loro indennità personali per coprire le spese necessarie ad abbattere i livelli di arsenico nella regione ed evitare che gli oneri ricadano soltanto sulle già provate casse comunali e sulle tasche dei cittadini. Sarebbe un gesto importante in un momento di crisi che colpisce soprattutto Comuni e famiglie.

Massimo Natali
sindaco di Tuscania


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27 luglio, 2012

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