Riceviamo e pubblichiamo – Mi riferisco a quanto letto su alcuni giornali che si limitano a riportare le personali e convenienti considerazioni di alcuni politici o meglio, di alcuni politicanti di professione, riguardanti la vicenda dei precari della provincia di Viterbo.
Ci tengo a sottolineare che, la mia attenzione in merito all’ampio tema dei “giovani e del lavoro”, non si limita alla miope visione di un singolo aspetto ma alla sua totalità. Per essere chiari, nella nostra provincia, territorialmente parlando, la disoccupazione degli under 35 arriva al 23% (stima a ribasso) e quando si parla di tutela dei lavoratori non bisogna pensare soltanto al propagandistico, seppur importante, tema dei precari, ma anche ai giovani e meno giovani in cerca di lavoro e a chi il lavoro ce l’ha ma non viene opportunamente valorizzato, mi riferisco al personale strutturato.
Il tutto, poi, anche se sembra banale dirlo o sottolinearlo, dovrebbe essere affrontato rispettando la legge, o no?
La mia opinione relativamente ai precari della provincia, alcuni li conosco e ne nutro profonda stima personale e professionale, non deriva da una astratta ed infondata presa di posizione, né da nessun , accordo politico pattuito per realizzare chissà quale arrivista progetto. In merito alla proroga dei contratti di lavoro a tempo determinato, la natura del contratto stesso prevede un termine finale e poiché non sono un legale, mi limito a riportare un documento facilmente reperibile nella rete che illustra quanto, tra l’altro, già indicato dal Segretario Generale della Provincia a tutti i consigliere ed ovviamente alla Giunta.
“Il contratto a tempo determinato è stipulato per soddisfare delle necessità momentanee dell’azienda (es. attività lavorative stagionali). Le norme che disciplinano il contratto tempo determinato sono: D. Lgs. del 06.09.2001, n.368 integrato dalla L. del 24.12.2007, n. 247 (c.d. collegato alla finanziaria 2007) e dalla L. del 06.08.2008, n. 133. Differisce sostanzialmente dal contratto a tempo indeterminato, subordinato o parasubordinato. La forma del contratto tempo determinato deve essere scritta (a meno che il rapporto di lavoro non duri meno di 12 giorni) e deve contenere i motivi per cui il contratto ha un termine di durata. La durata del contratto tempo determinato non può superare i 36 mesi. Vi sono però delle eccezioni per i dirigenti (durata massima 5 anni) e per i dipendenti nel settore trasporto aereo. Il contratto tempo determinato può essere prorogato qualora il contratto iniziale non superi i 3 anni e per una sola volta.
Un dipendente può essere nuovamente assunto con contratto a tempo determinato nella stessa impresa. Possono verificarsi due casi:
• il dipendente è riassunto entro 10 o 20 giorni dalla scadenza del primo contratto, avrà automaticamente un nuovo contratto a tempo indeterminato;
• il lavoratore è riassunto subito alla scadenza del contratto a termine, il contratto di lavoro si considera a tempo indeterminato fin dalla data della stipulazione del primo contratto.
Il contratto tempo determinato può essere rinnovato, con proroghe e rinnovi, fino ad un massimo di 36 mesi; dopo i quali il contratto si considera a tempo indeterminato a partire dalla scadenza dell’ultimo termine.
Se il contratto tempo determinato, o meglio il rapporto di lavoro, continua dopo la scadenza del termine prefissato, il datore di lavoro deve corrispondere al lavoratore una maggiorazione della retribuzione complessiva pari al 20% fino al decimo giorno successivo alla scadenza, e pari al 40% per ogni giorno ulteriore. Il proseguirsi del rapporto di lavoro non può, per legge, superare i 20 giorni, se il contratto a termine aveva una durata inferiore a 6 mesi, e i 30 giorni negli altri casi. Qualora il rapporto di lavoro proseguisse oltre tali limiti, il contratto tempo determinato è considerato a tempo indeterminato a partire dalla scadenza.”
Quindi altro che astruse e fantomatiche decapitazioni di alcuni assessori o di centinaia di precari!!! Non si tratta di null’altro se non della consapevolezza di partecipare ad un atto illegittimo.
Ma questa consapevolezza non è maturata oggi, o meglio venerdì scorso, ma da ben due anni. Ora perché in due anni non è stato fatto nulla per porre rimedio ad una situazione che già allora era al limite? Perché non è stata avviata una selezione pubblica per dare una reale e corretta risposta ai nostri precari ed a quanti sono in cerca di un lavoro?
Non mi si dica che io ero d’accordo! Ho sempre ribadito gli stessi concetti sia in maggioranza che in pubblico: “concorso pubblico esteso a tutti”, “valorizzazione del personale interno”, “ottimizzazione della spesa pubblica”.
Ho commesso un errore : fidarmi della promesse, sul modello “ultima sigaretta di Italo Svevo”. Ora basta!
Personalmente non condivido l’atteggiamento degli amministratori che creano i presupposti per rimpinzare gli organici attraverso assunzioni legali (ricorsi fatti da chi matura i diritti) spendendo tutto in stipendi. Ricordo che il bilancio appena approvato, anche dal sottoscritto, non ha un euro per le strade, le scuole e per l’ambiente! Possibile che i problemi in cui è chiamata a discutere la maggioranza siano solo quelli dei precari?
Tra l’altro i suggerimenti riportati alla stampa peccano e di molto! Infatti, l’ultima proroga è stata deliberata dalla Giunta ma soltanto dagli assessori del Pdl, quelli dell’Udc dove erano e perché? Perché una eventuale ulteriore proroga dovrebbe essere votata soltanto dagli assessori del Pdl e non da tutta la Giunta (questa è l’ipotesi avanzata nell’ultimo incontro di maggioranza)?
Inoltre, disapprovo lo stile ed il modo di operare di una Giunta che arriva allo scadere di provvedimenti importanti accorgendosene soltanto qualche ora prima, arrivando puntualmente a chiedere la fiducia! Gli argomenti, tutti… vanno condivisi, discussi e programmati collegialmente, senza concertarli con pochi intimi e con interessi di parte! Questa mia opinione è anche quella espressa da ben otto su undici consiglieri di maggioranza presenti all’incontro di ieri.
E’ troppo facile additare chi non condivide incallite e discutibili posizioni che fanno leva sul malessere sociale. Sarà forse il caso di cambiare rotta, così come auspicato nell’ultimo consiglio sia dall’Udc che da alcuni del Pdl (me compreso)?
Bruno Capitoni
Consigliere Pdl Provincia di Viterbo
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY