![]() Il maestro Vignati e l'assessore Danti alla presentazione del Festival Barocco |
– Festival Barocco 2012: l’edizione dei miracoli.
Perché è quasi un miracolo che gli organizzatori del Tuscia operafestival siano riusciti a mettere in piedi con la Provincia un cartellone di qualità, seppure ridotto rispetto agli anni precedenti.
Tutta colpa dei soliti tagli, che come sempre vanno a colpire la cultura. “Sono sei i concerti in programma – spiega il maestro Vignati – rispetto ai dieci precedenti. Purtroppo qualcuno è stato penalizzato, per fortuna almeno un progetto è stato salvato, inserendolo negli incontri Gentili”.
Non è detto che quantità faccia rima con qualità e la nuova edizione del festival ha tutte le carte in regola per attrarre l’interesse da parte del pubblico.
Si parte il 29 luglio da piazza San Lorenzo, con Apoteosi e follia, musiche di Vivaldi, Couperin, Mascitti, Corelli e Bach, direttore Fabio Biondi.
Il 7 agosto alla basilica di Castel Sant’Elia, Stabat Mater (Antonio Pergolesi) e Exsultate Jubilate (Mozart), a cura della Camerata Barocca Claudio Monteverdi, direttore Sesto Quatrini. “Si tratta di un giovane molto bravo di Ronciglione – ricorda Vignati – vincitore del quarto concorso Musica e Arte”.
Gli appuntamenti toccheranno diversi centri della Tuscia oltre a Viterbo, da Vetralla a Tuscania, passando per Montefiascone.
Per il gran finale si ritorna nel capoluogo, il 17 agosto con Ramin Bahrami in concerto.
“E’ molto apprezzato – dice ancora Vignati – e sarà presente anche la Camerata Barocca, composta in buona parte da elementi del territorio”.
Negli anni il festival Barocco si è dovuto adattare ai tempi. “I 300mila euro di stanziamento – ricorda l’assessore provinciale Danti – da quando siamo arrivati noi si sono ridotti a 180mila e quest’anno sono arrivati a zero dal ministero e forse la regione ci darà diecimila euro.
Essere riusciti a mettere in piedi l’iniziativa ha del miracoloso.
Abbiamo raggruppato fondi da diversi assessorati, unito le forze con il Tuscia operafestival e considerando le difficoltà e i 61mila euro di fondi, mi sembra di ottimo livello. Dopo quarantuno anni il Barocco ha rischiato di morire”.
Giuseppe Ferlicca
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